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Nuovo aumento dei costi per i pendolari, FdI: “Toscani becchi e bastonati”

Dopo il sostanzioso aumento dello scorso autunno le ferrovie hanno nuovamente ritoccato al rialzo le tariffe del servizio, a questo però non corrisponde un tangibile miglioramento delle condizioni di viaggio. Quella a cui assistiamo è oramai una continua mancanza di rispetto nei confronti degli utenti.

Ancora aumenti per i pendolari toscani, stavolta si tratta dell’adeguamento dei costi ai nuovi indici Istat decisi da Trenitalia su cui la Regione, parola dell’Assessore Ceccarelli, non può far nulla.
Con una scusa o con l’altra si continuano ad aumentare le tariffe del trasporto ferroviario regionale, gravando così sempre di più soprattutto sui pendolari, ovvero studenti e lavoratori questo sarebbe comprensibile se agli aumenti corrispondesse un miglioramento sostanziale del servizio offerto, invece sembrano moltiplicarsi le segnalazioni degli utenti di disagi a 360 gradi. Dopo gli aumenti del 20% dello scorso ottobre decisi dalla Regione Toscana per ovviare ai tagli del governo, adesso per gli abbonati di TrenItalia è scattato anche l’adeguamento ai nuovi indici Istat: una continua vessazione nei confronti di chi usa il treno abitualmente, e anche una sorta di abuso della posizione di monopolio per quanto riguarda i trasporti. A rendere inaccettabile l’ulteriore
rialzo delle tariffe c’è l’aumento costante dei disagi segnalati proprio dai pendolari, costretti a dover sempre incrociare le dita nella speranza di trovare il treno in orario e il vagone pulito con l’aria condizionata funzionante; ci sono vandali questuanti e incivili che peggiorano la situazione, ma con i dovuti controlli causerebbero meno problemi.
Insomma, alla fine dei conti è proprio chi dovrebbe essere più tutelato poiché cliente pagante e abituale, è invece vessato e abbandonato: non mi sembra affatto questo il modo di procedere, insieme a Marcheschi e Staccioli chiediamo dunque all’Assessore Ceccarelli che apra un tavolo per rivedere radicalmente la situazione dei trasporti ferroviari e la stesura di un nuovo bando di gara più severo con il gestore in caso di bassi standard qualitatitivi.