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Montedoglio, diga dimenticata: dopo 4 anni si faccia chiarezza

Invece di garantire la sicurezza dei cittadini, Arezzo ha sprecato quattro anni senza intervenire sulla diga di Montedoglio. Anni in cui le lotte politiche per chi dovesse guidare l’ente di gestione hanno di fatto bloccato ogni azione di risistemazione dell’invaso. Al di là delle indagini del procuratore capo Roberto Rossi è fuori dubbio che la gestione politica della vicenda sia stata inconcludente. Dopo lo scaricabarile di responsabilità seguito al crollo, la diga è stata posta sotto sequestro e poi dissequestrata, mentre nessun rappresentante della Valtiberina è ancora stato posto all’interno dell’Eaut (Ente Acque Umbre Toscane) per le divisioni tra chi voleva indicare un tecnico e chi un politico.
Inoltre, il nome proposto nel 2013 dal sindaco di Sansepolcro non si è ancora insediato. E la rabbia dei residenti aumenta, comprensibilmente, insieme alla preoccupazione per la propria incolumità. Chiediamo che la situazione subisca un’accelerazione, indipendentemente dalla richiesta di una proroga delle indagini e di eventuali nuovi indagati. Quella che doveva essere una risorsa per la provincia, dal punto di vista idrico e ambientale si è trasformata in un incubo per il territorio e i suoi abitanti.