mercoledì 28 gennaio 2015

La lotta all'illegalità cinese non si fa coi proventi dello sfruttamento

Per la giunta regionale, la lotta all'illegalità cinese nei capannoni si traduce soltanto nel fare cassa con i proventi dello sfruttamento. Sono inquietanti i dati sul bilancio degli interventi dell'Asl e della Regione nell'ambito del progetto 'Lavoro sicuro'. Su 427 aziende gestite da cinesi passate al setaccio ben 335 sono risultate irregolari, e multate per 320mila euro. Le previsioni degli enti locali sono di arrivare entro il 2016 a incassare 1,3 milioni di euro. E' l'approccio, che non condividiamo: reputiamo assurdo che questi controlli siano effettuati senza il contemporaneo intervento delle forze dell'ordine o l'ispettorato del lavoro, così si legittima questa situzione. Le ispezioni a Prato non servono che a segnalare e incassare i soldi delle multe, facendo però da sentinella per mettere in guardia chi una volta 'pizzicato' può cambiare zona e ricominciare.