lunedì 12 gennaio 2015

Vendere Mukki non ha senso (ANSA)

 
FIRENZE, 12 GEN - "Siamo sempre stati favorevoli alla dismissione delle partecipate pubbliche in Toscana, ma iniziare da una realtà sana che produce qualità come Mukki, piuttosto che dai molti carrozzoni e soggetti che sono in perdita, non ha senso. Tutta questa vicenda manca di strategia". Così i consiglieri regionali Fdi Giovanni Donzelli (capogruppo) e Paolo Marcheschi insieme al consigliere Fi Nicola Nascosti dopo che nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi è intervenuto sul tema, auspicando una maggiore presenza di Granarolo in Toscana, interessato alle quote di Mukki. Il rischio, secondo i consiglieri, è che l'operazione possa avere forti ripercussioni sulla filiera occupazionale e produttiva dell'azienda e sulla qualità del latte toscano più in generale. "Vogliamo capire cosa c'è dietro - hanno aggiunto - perché non vediamo alcuna necessità che la Toscana perda un'eccellenza del proprio territorio e metta a rischio i numerosi piccoli produttori di latte. Il rischio principale è che Granarolo, o chi per lei, possa scegliere di reperire materie prime altrove". Gli esponenti di centrodestra hanno annunciato che nei prossimi giorni incontreranno gli allevatori toscani, specie quelli mugellani. Il capitale sociale di Mukki, è stato ricordato, è suddiviso tra il Comune di Firenze 42,8%, Fidi Toscana 23,9%, Comune di Pistoia 18,4%, Camera di Commercio di Firenze 8%, e i Comuni del livornese 6,75%. Per i consiglieri alcuni soci pubblici sembrerebbero intenzionati a mettere sul mercato le proprie quote, in particolare i comuni di Livorno e Rosignano. I rappresentanti dell'opposizione chiederanno che nel corso della seduta del Consiglio regionale, in programma domani e dopodomani, vengano discusse due mozioni bipartisan volte a tutelare Mukki e la sua strategicità.(ANSA).