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Bretella Fantasma: alla Regione restituiti solo 1,2 milioni, in fumo gli altri 30

La vicenda era già di per sé incredibile, di quelle che fanno incazzare. Parliamo della Bretella “fantasma” Prato-Signa, che sarebbe dovuta essere realizzata nel 2010, e per cui la Regione Toscana ha speso circa 30 milioni di euro. L’opera non è mai stata realizzata, non una sola pietra è stata posata, ma i soldi sono spariti. E nessuno paga: né i politici, né i costruttori, i cui reati sono recentemente finiti in prescrizione. (leggi qui).

Così abbiamo chiesto alla Regione che fine hanno fatto quei soldi, che il presidente Enrico Rossi aveva giurato che avrebbe riottenuto. La risposta dell’assessore Ceccarelli è stata sconcertante: dei 30 milioni di soldi pubblici spesi per la Bretella ‘fantasma’ Lastra a Signa-Prato, la Regione Toscana ha riottenuto indietro dal consorzio Sit, formato fra gli altri dalla Btp di Riccardo Fusi, Coestra e Consorzio Etruria, soltanto 1.250.000 euro.

Oggi per gli interessi maturati quella spesa vale 32 milioni: 18 sono finiti in fumo a causa di accordi che nei fatti non hanno tutelato l’ente pubblico favorendo i costruttori, gli altri 12 milioni sono stati pagati dalla Regione per avere in mano il progetto ipotizzato da Sit per la Bretella, di cui adesso si potrà usare solo qualche carta per un fantomatico ponte sull’Arno che dovrà collegare Signa a Lastra a Signa e che costerà altri soldi di progettazione e realizzazione.

Stamattina ho inviato i documenti ricevuti dall’assessorato alle Infrastrutture e i Trasporti della Regione alla Procura generale della Corte dei Conti della Toscana e alla Procura della Repubblica di Firenze: è una vicenda vergognosa, in cui è emerso che i soldi della Regione sono stati utilizzati per ripianare i debiti dei costruttori, nessuno dei quali è stato condannato a causa delle prescrizioni, e in cui la Regione non ha tutelato l’interesse pubblico. Si tratta di una questione di una gravità inaudita, non ci rassegniamo al fatto che nessuno ne risponda.

La Regione Toscana si è completamente calata le braghe davanti ad un giudice nel lodo arbitrale, accettando un accordo ridicolo: senza nessuna condizione vantaggiosa per il pubblico era doveroso ed elementare scegliere di andare fino in fondo per le vie legali. Tra l’altro i pochi soldi restituiti da Sit alla Regione sono stati coperti da un versamento di 10 milioni di euro da parte dell’assicurazione che invece a detta del governatore Rossi avrebbe dovuto risarcire interamente la Regione.

L’assessore Ceccarelli, che ha cercato di camuffare la realtà dei fatti confidando ingenuamente in una disattenzione agostana vorrebbe adesso farci credere nella bontà di un investimento da 12 milioni di euro pagati per un progetto di 10 anni fa e da cui ricaveremo nel migliore dei casi qualche foglio per un progetto diverso come quello del ponte che si vorrebbe realizzare sull’Arno per rendere fluido il passaggio da Signa a Lastra a Signa. La sinistra gioca con i soldi dei cittadini come con quelli del monopoli, chiediamo che le autorità competenti facciano luce una volta per tutte su questa vicenda.

I TESTI DELL’INTERROGAZIONE E DELL’ARBITRATO AL LINK https://drive.google.com/open?id=0B9iIY7gLU6WyelU2UmhnUzA2RjA