venerdì 21 dicembre 2018

FORTETO, COMMISSARIO ARRIVA CON 6 ANNI DI RITARDO. CRONISTORIA DI COME IL PD HA FATTO LE BARRICATE


Onore al merito del governo che finalmente ha tolto il Forteto dalle mani degli uomini di Fiesoli, un atto dovuto che non era stato messo in pratica dai precedenti governi. Ci auguriamo che il nuovo commissario garantisca l’indipendenza e abbia la forza per rompere in maniera netta con il passato.



Una decisione che sarebbe dovuta arrivare molti anni fa e che invochiamo come soluzione dal gennaio 2013. Nello stesso giorno in cui in Consiglio regionale si discuteva della relazione della Prima Commissione regionale d'inchiesta, per la prima volta Fratelli d'Italia presentava una mozione per chiedere, per l'appunto, il commissariamento del Forteto (GUARDA IL VIDEO QUI SOTTO).


Fu una vicenda molto concitata nella quale il Partito democratico rinviò l'atto in commissione dove fece le barricate. Una riunione, quella della commissione, che culminò addirittura in una specie di crisi isterica e di lacrime che colpì l'allora presidente e attuale senatrice Pd Caterina BiniA raccontare bene la vicenda è un articolo pubblicato da Il Sito di Firenze (CLICCA QUI), che riporta anche il verbale di quella seduta della Terza Commissione del Consiglio regionale della Toscana.

Appena tre mesi dopo, per la richiesta formale pervenuta al Mise dal Consiglio Regionale della Toscana in conseguenza della mia mozione, gli ispettori ministeriali fecero visita al Forteto e già nell'agosto 2013 chiesero il commissariamento della struttura. Lo fecero con una relazione durissima che dimostra come il governo già allora conoscesse bene, se non tutta almeno una parte di quell'allucinante realtà (ECCO QUI DI SEGUITO LA RELAZIONE).



Eppure quel commissariamento venne bloccato: a novembre, come ha rilevato anche la seconda Commissione d'inchiesta regionale sul Forteto (QUI LA RELAZIONE), il Ministero chiese un supplemento di verifica. A inizio marzo 2014 gli ispettori tornano al Ministero, una settimana dopo l’insediamento di Renzi a Palazzo Chigi, che andò a sostituire Letta. Il verbale firmato dagli ispettori il 30 giugno fece registrare il clamoroso dietrofront: con motivazioni assurde per Il Forteto cade la richiesta di commissariamento (LEGGI QUI).


Nei mesi successivi il Partito democratico si oppose ancora alle nostre richieste sul commissariamento, sia in Consiglio regionale (LEGGI QUI), che in Parlamento, dove addirittura il governo intervenne in Aula dando parere contrario. Ed ecco qui i nomi di tutti i parlamentari toscani che hanno votato NO alla richiesta di commissariamento (LEGGI QUI).

E qui di seguito l'accorato intervento che Giorgia Meloni fece alla Camera in quell'occasione.


Il Ministero, insomma, conosceva da molti anni la vicenda: più volte rappresentanti dei soci dissidenti, così come la commissione regionale d'inchiesta ed esponenti politici hanno sollecitato a vari ministri la necessità di questa discontinuità.