lunedì 25 marzo 2019

BATTISTI AMMETTE OMICIDI: ORA NIENTE SCONTI DI PENA


Gli ci sono voluti quarant'anni, ma alla fine l'assassino ed ex terrorista rosso Cesare Battisti ha ammesso di aver commesso i quattro omicidi che gli erano stati imputati. Altro che “innocente perseguitato politico”, così come ha sempre sostenuto di essere. 

Battisti, arrestato lo scorso gennaio in Bolivia dopo 37 anni di latitanza, ha vuotato il sacco tra sabato e domenica scorsi, nel corso dell'interrogatorio in carcere a Oristano tenuto dal pm Alberto Nobili, titolare del pool antiterrorismo della procura di Milano, al quale “ha ammesso tutti gli addebiti” e le responsabilità “in quattro omicidi”, oltre al ferimento di tre persone gambizzate nel corso delle efferate rapine effettuate dai Pac (Proletari armati per il comunismo) negli anni '70. 

L'ex terrorista, mai pentito, secondo quanto riportato dal procuratore di Milano Francesco Greco si è anche “scusato per il dolore provocato alle famiglie delle vittime”: Antonio Santoro, maresciallo degli agenti di custodia, ucciso a Udine il 6 giugno 1978. Il gioielliere Pierluigi Torregiani e il commerciante e militante dell'Msi Lino Sabbadin, uccisi il 16 febbraio 1979 rispettivamente a Milano e Mestre. Infine l'agente della digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. 

Adesso lo attende l'ergastolo. Noi tutti speriamo vivamente che questa ammissione di colpa non regali a questo criminale incallito sconti di pena o benefici di alcun genere.