mercoledì 3 aprile 2019

FIRENZE, SPUNTA ANAGRAFE NELLA MOSCHEA ABUSIVA "COSI' SINDACO NARDELLA AUTORIZZA LUOGO ILLEGALE"


Dario Nardella permette il rilascio dei certificati anagrafici nella moschea abusiva che sorge nel quartiere di San Jacopino, come dimostra un cartello su carta intestata del Comune di Firenze affisso sulla porta dei locali di via Targioni Tozzetti. Si tratta di un gravissimo accreditamento, su cui il Governo deve intervenire: per questo ho presentato un'interrogazione alla Camera.



E' gravissimo che le istituzioni a guida Partito democratico, dopo aver permesso la nascita e l'esistenza di un luogo di culto senza autorizzazioni esenza conoscerne i finanziatori (LEGGI QUI), oggi addirittura lo legittimino autorizzandolo ad emettere certificati anagrafici. Poco significa che in quei locali abbia sede l'associazione 'Centro Culturale del Bangladesh', con la quale è stato evidentemente stipulato l'accordo: lì si continua a pregare senza autorizzazioni né controlli, e senza sapere cosa si dice nei sermoni. In questo contesto accreditare la struttura come interlocutore (VEDI FOTO SOTTO) significa mettere il pericolo la stessa sicurezza dei fiorentini.

Chiediamo che il Ministero degli Interni intervenga immediatamente per fermare questo paradosso. Il governo ha confermato che nella sede dell'associazione continua ad esisterci una moschea abusiva senza imam riconosciuti a guidare la preghiera e senza alcun collegamento con le associazioni di culto islamico che dialogano con le istituzioni, né garanzie contro prediche di estremismo e reclutamento di combattenti



Sono locali di dimensioni ristrette, ricavati in un fondo commerciale di 40 metri quadri senza uscita di sicurezza, con autorizzazioni inesistenti per ospitare svariate decine di persone nella preghiera. Inoltre, cosa paradossale, in quel luogo possono ottenere certificati anagrafici, oltre ai cittadini bengalesi, gli stessi fiorentini. 

La sinistra continua a perseverare nelle politiche della 'tolleranza illimitata' ma da giugno, dopo le elezioni, ci penseremo noi a riportare a Firenze la legalità.