venerdì 5 aprile 2019

"SI INTASCAVANO SOLDI PER I POVERI": 6,6 MILIONI. FIRENZE: IL COGNATO DI RENZI RISCHIA IL PROCESSO


La procura di Firenze ha chiuso l'inchiesta su Andrea Conticini, il cognato dell'ex premier Matteo Renzi (avendone sposato la sorella Matilde) e i suoi fratelli Alessandro e Luca. L'accusa è di essersi indebitamente appropriati e di aver riciclato, tramite la loro società Play Therapy Africa, un fiume di denaro proveniente da organizzazioni umanitarie internazionali per acquistare a fini personali quote di società e immobili. Una speculazione sulla pelle degli ultimi e dei più deboli, ipotizzano i pm. 

Una triste vicenda che si commenta da sola - i soldi dell'Unicef in beneficienza ai parenti di Renzi -  sulla quale Fratelli d'Italia lo scorso dicembre aveva presentato un ordine del giorno alla Camera (LEGGI QUI) chiedendo di fare luce su questo scandalo. Al quale adesso si aggiunge un altro tassello: gli inquirenti hanno spedito le informazioni di garanzia agli indagati che potrebbero presto essere rinviati a giudizio per riciclaggio, autoriciclaggio e appropriazione indebita.

Secondo i pm, i Conticini bros. avrebbero sottratto 6,6 milioni di dollari dai 10 milioni di fondi donati da enti benefici internazionali (Unicef, Fondazione Pulitzer e altre) destinati ad assistere i bambini dell'Africa. Il cognato di Renzi e gli altri due fratelli Conticini avrebbero usato questi soldi per acquisire quote societarie e fare operazioni immobiliari da milioni di euro in Portogallo. 

Altro che cooperazione internazionale: i soldi sarebbero finiti secondo i pm in conti correnti della Cassa di Risparmio di Rimini ma anche alle Seyschelles e a Capo Verde. Parte di quei soldi sarebbero stati usati anche per acquisire partecipazioni societarie e finanziamenti in conto soci a favore della società Eventi6 di Rignano sull'Arno (quasi 200.000 euro), della srl Quality Press Italia di Firenze (160.000 euro) e di Dot Media srl, tutte legate alla Renzi's family. Un oscuro intreccio di società e flussi di capitali (LEGGI QUI) che denunciamo ormai da tempo e su cui finalmente la procura sta facendo definitivamente luce. 

L’inchiesta negli scorsi mesi aveva rischiato di bloccarsi per la modifica da parte del governo Gentiloni della norma sulla procedibilità dell’appropriazione indebita da ufficio a querela di parte. Per questo la procura aveva informato gli enti benefici con delle rogatorie internazionali: Operation Usa, organizzazione della Fondazione Pulitzer a gennaio ha presentato querela. Nel frattempo la norma è cambiata di nuovo e l’appropriazione indebita aggravata è tornata procedibile d’ufficio.