venerdì 5 aprile 2019

SPARO' A BANDITI IN FUGA, ASSOLTO CARABINIERE



A un posto di blocco nel Fiorentino, cinque anni fa, sparò un colpo di pistola e ferì un bandito albanese in fuga dopo una rapina in casa. Per questo il capitano dei carabinieri Giuseppe Pontillo era finito a processo, con l'accusa di lesioni personali aggravate. Ieri il verdetto della Corte d'Appello di Firenze: il carabiniere è stato pienamente assolto, perché il fatto non costituisce reato.

Era il 29 ottobre 2014. A Capraia e Limite, vicino a Empoli, i carabinieri sono sulle tracce di una banda di malviventi responsabili di rapine e furti d’appartamento in tutta Italia e hanno organizzato un posto di blocco. All'improvviso sopraggiunge a forte velocità una Peugeot. 

Il capitano Pontillo, allora comandante della compagnia di Empoli, si mette in strada per rallentare la corsa dell’auto che al suo “alt” accelera per travolgerlo e fuggire. Il carabiniere esplode due colpi con la pistola d'ordinanza per fermare l'auto. Uno colpisce uno dei banditi a una spalla. L’auto in fuga sbanda e finisce contro una gazzella dell’Arma. Due banditi albanesi da tempo ricercati, sono subito bloccati. Un terzo fugge nei campi. Andranno agli arresti domiciliari, da cui evaderanno dopo qualche mese

Uno di loro, poco tempo dopo viene preso nel bresciano, dopo un ennesimo colpo, ma riesce ancora una volta a fuggire dopo aver ferito alla testa un poliziotto con un cacciavite. Di fatto i tre malviventi intercettati a Capraia e Limite nel 2014 sono ancora in libertà

Nel processo di primo grado del febbraio 2018 il capitano Pontillo, adesso comandante della Compagnia Firenze, era stato accusato di lesioni volontarie dalla procura di Firenze che aveva chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi. Il giudice aveva però riclassificato l’accusa in “eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi”, decidendo il non luogo a procedere nei confronti del carabiniere, in assenza di querela presentata dal bandito ferito. 

Nel processo d'Appello invece è stato lo stesso sostituto procuratore generale a richiedere l’assoluzione con formula piena del militare. Richiesta accolta dalla Corte d'Appello.