“Da troppi anni stiamo pagando le pesanti conseguenze di un processo di globalizzazione che ha aperto al libero commercio senza regole”
Il ruolo dell’Europa nello scacchiere internazionale, le relazioni con gli Stati Uniti, fino anche ad arrivare alla Nato e al Mercosur. Sono gli argomenti al centro dell’intervista del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Il Foglio. Temi affrontati con precisione e puntualità da Meloni, che ha evidenziato il grande lavoro che l’Italia sta portando avanti sui vari dossier.
Per anni abbiamo rinunciato ad occuparci della sicurezza
“Per lungo tempo, l’Europa ha rinunciato a occuparsi della propria sicurezza e, nel tempo, si è arrivati addirittura a pensare che non esistesse alcun pericolo esterno dal quale doversi difendere. Non è un caso, infatti, che gran parte della sinistra italiana ed europea sostenga, ancora oggi nel contesto in cui ci troviamo, la tesi che le spese per la sicurezza e per la difesa siano inutili.
Purtroppo, la realtà è molto diversa da ciò che vorrebbe la sinistra. Viviamo in un’epoca nella quale l’instabilità e l’incertezza sono diventate la normalità, ed è nostro dovere agire di conseguenza. Sarebbe esiziale, per i nostri popoli e per le nostre democrazie, nascondere la testa sotto la sabbia e pensare che il problema non esista”, così il Presidente Giorgia Meloni in risposta alla prima domanda dell’intervista rilasciata ad Il Foglio
Meloni: “Nato deve poggiare sue colonne: nordamericana e europea”
“La realtà politica da cui provengo sostiene da sempre che la Nato debba poggiarsi su due solide colonne: una nordamericana e una europea. Due colonne che siano di pari forza e di pari dignità e che siano in grado di relazionarsi su base paritetica. Siamo ancora molto lontani da questo scenario, e questo governo lavora fin dal suo insediamento per colmare questo divario.
Perché un’Europa in grado di difendersi da sola è un’Europa che può far sentire la propria voce e determinare pienamente il proprio destino”, ha proseguito Giorgia Meloni.
Servono regole per scambi equi e vantaggiosi
“Da troppi anni stiamo pagando le pesanti conseguenze di un processo di globalizzazione che ha aperto al libero commercio senza regole tra sistemi economici e produttivi che non erano equi tra loro e che non rispettavano le stesse regole. Questo processo ha creato sperequazioni strutturali e ha finito per rendere le nostre economie più deboli e vulnerabili, creando nuove dipendenze strategiche. Perseverare in questa direzione sarebbe un suicidio, e non abbiamo intenzione di farlo.
Ecco perché penso che la strategia commerciale dell’Unione europea debba avere come priorità il nearshorng e il friendshoring, ossia la rilocalizzazione di produzioni nei paesi più vicini o nei paesi amici, oltre che semplificare la sua assurda burocrazia e prevedere precise garanzie per i nostri produttori e per le nostre imprese quando decide di costruire nuove aree di libero scambio. Come è accaduto con il Mercosur, dove l’Italia ha svolto un ruolo determinante per definire un accordo che fosse equilibrato e vantaggioso per tutti”, così Meloni rispondendo alla domanda de Il Foglio.
Meloni: “Europa deve ambire ad essere potenza forte e autonoma”
“Guardi, io non penso che un grande continente come l’Europa – per storia, identità, cultura, forza economica, capacità industriale – abbia come unica scelta possibile quella di decidere a chi ‘consegnarsi’. Io credo, al contrario, che l’Europa debba ambire a essere una potenza forte e autonoma, capace di dire la propria sullo scenario internazionale e di dialogare con tutti, senza complessi di inferiorità, per perseguire i propri interessi. Ma per farlo si deve anche avere una strategia, e non rispondere alle sollecitazioni in ordine sparso e con atteggiamenti infantili”, ha concluso il Presidente Meloni.


