No Tav: «Pericoloso alimentare la rabbia». La mia intervista al Corriere della Sera

«Sulla Val di Susa abbiamo aspettato tre giorni le parole di Schlein»

di Paola Di Caro

«Siamo totalmente d’accordo con il capo dello Stato. Che — lo diciamo noi, che pure non lo avevamo votato – quando interviene rappresenta tutti gli italiani e da lui arrivano sempre moniti di cui è necessario e giusto tener conto».

Il presidente ha auspicato un abbassamento dei toni da parte di tutti.

«E ha ragione, il suo auspicio è il nostro. Bisogna tornare a ragionare con responsabilità, non solo nelle dichiarazioni scontate del giorno, ma nell’attività quotidiana».

A cosa si riferisce?

«Basta pensare a quello che è appena successo, minacce gravissime al ministro della Giustizia con la stessa modalità di quelle che portarono all’omicidio Moro. Rispetto a un clima così bollente, andare ad alimentare proteste e rabbia è pericolosissimo, perché c’è chi dalle parole poi passa ai fatti».

Si riferisce agli scontri in Val di Susa?

«Anche, certo, sono stati di gravità enorme, e infatti ne ha parlato anche il capo dello Stato. Ma abbiamo aspettato tre giorni per sentire parole di condanna da parte di Elly Schlein, ed erano comunque attacchi al governo. Questi atteggiamenti sono il contrario di quelli utili in un anno pre elettorale che di per sé comporterà confronti anche aspri fra partiti».

Sta dicendo che da sinistra si alimenta la tensione?

«Ovviamente non esiste una sola posizione, né fra i partiti, né all’interno dei partiti e tantomeno fra chi va in piazza per manifestare pacificamente e viene poi confuso o messo in pericolo da chi si mescola a loro per fare danni e devastazioni. Però è un fatto che senza autorizzazioni è stato il sindaco Pd di Bologna Lepore a organizzare una manifestazione di piazza che è poi sfociata in gravi incidenti dopo la tragica morte di Fakir. Così come era stato il sindaco Pd di Torino Lo Russo a fare una delibera per regalare un immobile sociale al centro sociale Askatasuna».

Mattarella si è comunque rivolto anche al centrodestra, quando ha parlato di leggi fatte sull’onda dell’emotività, il riferimento era al caso Roggero e alle vostre proposte…

«Siamo d’accordo. Non a caso la nostra proposta di legge perché non vi sia il risarcimento da parte di vittime di reati noi l’avevamo già depositata un anno fa. Poi il caso Roggero ha avuto un enorme impatto sugli italiani ed è naturale che la politica se ne occupi. Soprattutto prendendo atto che certi fatti possono accadere se una persona non si sente tutelata dallo Stato. Noi non siamo per la “giustizia fai da te”, al contrario vogliamo sicurezza e poi giustizia, e su questo ci stiamo muovendo».

Secondo il capo dello Stato in verità si litiga troppo quando si dovrebbe pensare a governare. Non è un messaggio per voi?

«Noi siamo il governo che non solo ha il record di durata, non per caso, ma che ha sopportato provocazioni, attacchi, polemiche non sui temi – le differenze ci stanno, è normale sia così – ma sulla legittimità della nostra azione. Si è detto che facciamo cose incostituzionali, che violiamo le leggi dello Stato, si è tentato per quattro anni di delegittimarci in ogni modo, a prescindere da quello che proponevamo. Se sono convinti delle proprie idee si confrontino nel merito. Ci si può dividere ma non delegittimarsi a vicenda. Noi non lo abbiamo mai fatto. E abbiamo sempre lavorato, molto spesso senza nemmeno reagire».