«Non ci sono mai stati problemi, figuriamoci sulle preferenze». La mia intervista a Il Tempo

«Adesso aiuti al ceto medio e famiglie. Proseguiremo il grande lavoro fatto per il controllo dell’immigrazione, la sicurezza e la legalità»

Cosa sarebbe successo se fosse passato l’emendamento del Pd?

«Non sarebbe passato perché i parlamentari non lo avrebbero votato».

Meloni ha accusato la sinistra di non aver mai voluto le preferenze. Si ritrova con tale affondo?

«La verità è che sono terrorizzati dalle preferenze. Celi vedete quei signori abituati ai salotti radical chic andare per strada, lungo i marciapiedi, a incontrare le persone sudate per ascoltare i loro problemi? Come fanno a parlargli del “woke” o di tutte quelle follie ideologiche di cui si sentono portavoce?».

Siete diventati il governo più longevo della storia. Avete ancora qualche obiettivo da raggiungere?

«Vogliamo proseguire a cambiare la nazione. Non ci basta mai. Sono migliorate tante cose in Italia. I dati lo confermano, ma c’è ancora lavoro».

Su quali temi vi concentrerete nell’ultimo arco di legislatura?

«Perseguiremo il grande lavoro fatto per il controllo dell’immigrazione, la sicurezza, la legalità e, poi, anche un po’ di aiuti economici alle famiglie. Libereremo delle risorse per quell’Italia che produce. Maggiore attenzione, ad esempio, sarà riservata al ceto medio».

Qualcuno sostiene che sia finita la luna di miele di Fratelli d’Italia. È davvero così?

«in piazza a Bari non mi è sembrato affatto. Ho visto una bella manifestazione per entusiasmo, passione e vicinanza agli ultimi. Certamente se la confronto con quella del campo largo a Napoli c’è una differenza abissale. Quelli sono riusciti a contestarsi pure tra loro e, per fortuna, erano quattro gatti. E, poi, non dimentichiamo che i sondaggi ci danno, ancora adesso, con più consenso di quando abbiamo vinto le elezioni, un unicum della storia repubblicana».

I vostri avversari del campo largo, nel frattempo, si sono ritrovati senza Renzi. Siete pronti a confrontarvi con una coalizione di sinistra-sinistra?

«Noi ci confronteremo con gli italiani, poi gli avversari faranno la loro proposta. Per ora li vedo molto in difficoltà perché non stanno nemmeno riuscendo a decidere il leader e come discutere del programma. Sono ancora a capire come superare i litigi, quindi immaginiamoci se mai dovessero affrontare le questioni che riguardano il Paese come politica estera, migranti e tasse».

Tra le questioni più dibattute, a quelle latitudini, c’è il caso Ranucci. Lo vede come un possibile sfidante?

«Penso che questa follia sia ormai tramontata. Ci hanno provato, ma solo immaginarlo sia surreale. Ognuno, comunque, può candidare chi vuole. È questo il bello della democrazia. Noi ci sentiamo forti delle nostre idee».

L’ex conduttore Rai, altresì, parla di complotto da parte del mondo maga e di una certa destra. Non le sembra tutta un’assurdità?

«Credo che il complotto l’abbia fatto lui stesso, frequentando le persone sbagliate, montando un caso inesistente e avendo progetti politici differenti da quelli che dovrebbe avere un giornalista d’inchiesta del servizio pubblico».

Per concludere, la legislatura sta giungendo al termine. Come pensate di organizzarvi per i prossimi mesi? Avete già fissato un’agenda?

«Fratelli d’Italia continuerà a pensare agli italiani e chi di noi è impegnato al governo si adopererà, a tempo pieno, per risolvere i loro problemi. Chi, al contrario, si sta dedicando al radicamento del partito, si occuperà di iniziative sempre più capillari. Nei prossimi giorni, ad esempio, i nostri ragazzi si riuniscono per Fenix, rassegna sentita e partecipata. Poi ci concentreremo, come sempre, ad Atreju, così come non mancheranno spazi dedicati all’ascolto e alla partecipazione delle singole comunità. In questi quattro anni, ci siamo consumati le suole delle scarpe. Non intendiamo, pertanto, fermarci all’arrivo del primo freddo».