Attentato di Modena: Il Giornale prova che fu jihad, ma il sindaco lo attacca

“L’Italia va distrutta”, così El Koudri in un video dove attaccava l’occidente prima di compiere l’attentato

L’attentato di Modena del 16 maggio scorso, che costò la vita a una 55enne e gravi ferite ad altre sette persone, fu jihad. Questa la realtà dei fatti mostrata da Il Giornale, che ha diffuso dei video di Salim El Koudri, colui che scagliò l’auto a folle velocità contro i passanti. Frasi inequivocabili sulla matrice religiosa del gesto, l’auspicio della distruzione dell’Italia fino a video di altri attentati guardati per prendere ispirazione. Ma, a quanto pare, per la sinistra, che continua a derubricare l’attentato a gesto compiuto da un malato psichiatrico, questa sarebbe una narrazione razzista e fuorviante. E proprio con questi termini il sindaco di Modena ha attaccato Il Giornale.

Le frasi nei video “l’Italia va distrutta”

Il Giornale ha seguito la vicenda e proprio in un suo articolo riporta come Salim El Koudri, l’attentatore di Modena, fosse radicalizzato e devoto alla jihad islamica. Secondo il Giornale pochi mesi prima dell’attentato a Modena avrebbe visionato dei filmati di attacchi jihadisti con mezzi lanciati sulla folla. Questo per autoesaltarsi.

Ma non solo, sono stati ritrovati alcuni video, registrati due giorni prima dell’attentato, in cui urla frasi come “l’Italia va distrutta” perché “siamo schiavi degli americani”. Poi altre frasi dove inveisce contro Trump, contro i ricchi, contro gli ebrei e contro i poteri forti.

La sinistra ha tentato di proteggerlo

Da subito la sinistra ha cercato in tutti i modi di trovare delle attenuanti per quanto fatto da El Koudri. Prima la giustificazione – con attacco agli italiani – perché “non stava trovando lavoro”, poi i problemi psicologici che lo avrebbero portato a scagliarsi sulla folla con l’auto. Ma la realtà è un’altra.

Ed a raccontarla è stato proprio Il Giornale con il suo grande lavoro. Eppure per la sinistra, a quanto pare, quando un giornale decide di fare un’inchiesta su un attentatore islamico improvvisamente la narrazione diventa “fuorviante”.

Cerno: “La nostra narrazione sono i fatti”

“Il sindaco di Modena, anziché ringraziare Il Giornale perché ha detto una cosa che lui non sapeva – anzi, che lui sapeva ma che doveva nascondere quindi lo abbiamo tolto anche dall’imbarazzo – ci ha attaccati dicendo che la nostra è una narrazione razzista e fuorviante.

Sindaco di Modena, la nostra narrazione sono i fatti. La difesa di un terrorista islamista per quanto mi riguarda dovrebbe essere un reato. Ma siccome siete andati in piazza con la bandiera di Hamas e Hezbollah vi auguro una buona guerra santa, io starò dall’altra parte”, ha affermato Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale.

Bignami: “Complici dell’islamizzazione”

“Hanno fatto di tutto perché lo dimenticaste ed anzi, hanno fatto di più: hanno provato a spiegarlo, dicendo che chi parlava di matrici islamiche era un bugiardo, uno xenofobo, un islamofobo, perché in realtà l’attentatore era un cittadino italiano di nascita, non agiva per motivi islamici, era un ragazzo con disturbi mentali; poverino, in fin dei conti non era neanche giusto parlare di un attentato.

Poi si scopre che non era italiano di nascita, ma marocchino di nascita, che non ha agito spinto dai suoi disturbi, ma che i disturbi non c’entravano nulla. E oggi si scopre che nei giorni precedenti non solo aveva mandato via delle mail in cui diceva che i cristiani andavano sterminati tutti, ma aveva anche girato dei video in cui affermava che l’Italia andava distrutta. Lo trovate scritto su qualche giornalone? Lo sentite in qualche Tg? Se ne occupa qualche trasmissione, una di quelle magari sempre pronte a lanciare l’allarme della destra al governo?

No, non lo sentite da nessuna parte. zero totale. E allora a questo punto la domanda non è più perché El Koudri ha fatto tutto ciò, perché è evidente perché lo ha fatto, la domanda diventa perché tanti giornaloni, tanti intellettualò, tanti politici, tutti di sinistra, si sono affrettati a dire che El Koudri era un italiano disagiato; che poverino, non si è riuscito a integrare, ad aiutare, ad accogliere, come per dire che alla fine è sempre colpa nostra.

La risposta è una, queste persone sono complici dell’islamizzazione dell’Italia e riconoscere quello che fin da subito era ovvio, cioè che la natura di quell’attentato era islamica, era un problema, ma attenzione, un problema non per gli islamisti, un problema per loro, perché da italiano è complice di questa islamizzazione”, così è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.