«Va bene tutto, ma la sinistra vuole vincere senza premier, senza programma e senza voti? Un po’ troppo»
di Paola Di Caro
Sulle preferenze la maggioranza ha ballato, e molto.
«Non abbiamo “ballato” affatto, la sinistra sperava che cadessimo nel loro tranello presentando un emendamento per dividerci, ma non ci è riuscita perché siamo persone serie. Le preferenze ci sono, come ci sono altre richieste che loro stessi negli anni avevano fatto: che il giorno dopo le elezioni si possa sapere chi ha vinto, che votino i fuorisede, che i candidati non possano più essere scelti in blocco dalle segreterie. È una rivoluzione, appunto».
Le opposizioni però vi contestano norme che secondo loro sono fatte apposta per svantaggiarli, come l’aumento a 6.000 del numero di firme da raccogliere in ogni collegio. Non tornerete indietro?
«Certo che no, pensiamo sia giusto e perfettamente aderente non solo alla Costituzione ma anche alle indicazioni dell’Unione europea una regola che impone di avere una rappresentanza e un radicamento territoriale per chi voglia presentarsi alle elezioni. Per l’Ue bisogna rimanere sotto l1% dell’elettorato come numero di firme da presentare: noi siamo allo 0,6%. Non possiamo rischiare il proliferarsi di liste individuali, finte, di disturbo. Le elezioni sono una cosa seria, è assurdo trovare una schedalenzuolo con liste civetta che servono solo a distrarre l’attenzione e a creare caos».
Le firme salgono però dalle attuali 1.500 a 6.000. Perché quadruplicare?
«Perché la legge prevede un premio di maggioranza e darà valore ad ogni voto, infatti verranno conteggiati – a differenza che nel Rosatellum – anche quelli che andranno a forze che non superano le soglie se fanno parte di coalizioni. Va bene tutto, ma la sinistra vuole vincere senza premier, senza programma e senza voti? Un po’ troppo…».
Dicono che sia una norma anti-Vannacci.
«Non conoscono la legge. Chiunque abbia una componente parlamentare, come lui e molti altri, dovrà presentare solo 1.500 firme».
E le forze nuove come i civici di Onorato?
«Se sono una forza reale, con un radicamento, un messaggio, una classe politica capace, non avranno difficoltà a trovare 6.000 firme su un milione di elettori».
In ogni caso, state per varare una legge che senza l’alleanza con Vannacci potrebbe decisamente sfavorirvi.
«Noi stiamo per varare una legge che serve all’Italia, non a una parte. A rendere il Paese più stabile, migliore. Non ci siamo fatti un vestito su misura, non ci abbiamo nemmeno mai pensato».
Ma alla fine non sarà indispensabile allearsi con Vannacci?
«Ci alleeremo con chi condivide le nostre idee e i nostri valori, con chi lo abbia dimostrato con i fatti. Non ci Interessa andare alle elezioni con qualcuno con cui già dopo due mesi si comincia a litigare – come già fanno nel campo largo – o con chi è pronto a tradirti. Sappiamo bene che chi ha tradito una volta è pronto a rifarlo una seconda. E noi vogliamo il bene dell’Italia, non ci interessa vincere per vincere, ma per governare».
E quando si voterà? Davvero vorreste andare al voto prima che la Corte costituzionale si esprima?
«Questi sono i ragionamenti che fa la sinistra, i trucchetti che userebbero loro. No, non esistono manovre. Vogliamo governare fino a fine legislatura, fino a novembre».
Scusi, e chi farebbe la Finanziaria in quel caso?
«Il governo in carica non lascerebbe il Paese a rischio di esercizio provvisorio».


