Nuove denominazioni per gli istituti, corsi di italiano per studenti e genitori e maggiori investimenti
Nuovi corsi di italiano obbligatori per studenti e genitori, divieto di burqa e niqab, tetto massimo di studenti stranieri nelle classi, ma non solo. Il Decreto scuola approvato dal governo Meloni introduce molte novità all’interno del contesto scolastico, proseguendo su quel percorso che già abbiamo tracciato negli ultimi anni.
Tetto del 30% per gli stranieri e stop a burqa e niqab
Il nuovo decreto alle scuole introduce molte novità. Prima tra tutte il tetto per la presenza degli stranieri all’interno delle classi, fissato al 30%. Questa previsione era già presente grazie ad una circolare del 2010, ma da adesso sarà un provvedimento avente forza di legge.
La norma introduce anche il divieto di utilizzo di burqa e niqab all’interno degli istituti scolastici. Questo vale sia per gli studenti come per i genitori. I trasgressori andranno incontro ad una multa fino a 1.000 euro. E per chi volesse aggirare il divieto non mandando più i propri figli a scuola, è prevista la reclusione.
L’italiano per alunni e genitori
Il governo Meloni con il decreto scuola stanzia ben 3,4 milioni di euro per il 2027 e 14,1 milioni di euro per il 2028 per sostenere l’apprendimento della lingua italiana da parte degli studenti stranieri. Questi soldi serviranno a finanziare le attività di recupero di italiano.
Non soltanto studenti, il decreto estende il proprio raggio d’azione anche sulle famiglie. Se le barriere linguistiche dei genitori dovessero avere ricadute sugli studenti o nel dialogo con la scuola, quest’ultima potrà segnalarlo ai servizi sociali. Successivamente ai genitori verrà assegnata la frequentazione di un corso di italiano per adulti.
Nuove denominazioni, niente rinnovo annuale del PEI e maggiori contributi
Il Decreto scuola rivede i nomi degli istituti. Nello specifico gli istituti tecnici diventeranno “licei tecnologici” e gli istituti professionali diventeranno “licei professionali”. La norma poi interviene anche a sostegno degli alunni con disabilità, prevenendo che il PEI non dovrà essere rinovato ogni anno, inoltre introduce anche novità rispetto alle ore di sostegno all’interno delle classe.
Le scuole medie, poi, vedranno di nuovo il latino all’interno dei loro insegnamenti. Dal secondo anno, infatti, verrà inserito – come offerta facoltativa – il latino per un totale di un’ora la settimana. Vengono poi stanziati 20 milioni in più sul 2026 per sostenere le forniture gratuite di libri di testo alzando, di pari passo, la soglia idee per accedere ai contributi da 30mila a 40mila euro.
Maggiori investimenti su scuole e studenti
Uno degli obiettivi del governo Meloni è quello di contrastare la dispersione scolastica. Per questo sono stati stanziati 70 milioni di euro aggiunti sul 2026 per l’individuazione di percorsi formativi personalizzati per tutti quegli studenti che rischiano di abbandonare il proprio percorso scolastico.
Novità anche per i presidi, il cui stipendio verrà equiparato – grazie a maggiori fondi – a quello dei dirigenti degli altri settori pubblici. Non solo. Ulteriori 4 milioni vengono destinati al contrasto al cyberbullismo e, invece, per quanto riguarda le opere scolastiche finanziate da Pnrr ma non concluse, il ministero potrà utilizzare fino al 4% delle risorse.
Valditara: “Decreto frutto di percorso iniziato un anno fa”
“È la prosecuzione di un percorso iniziato un anno fa, quando abbiamo previsto per la prima volta in Italia l’assunzione di docenti formati per insegnare l’italiano a ragazzi di primo arrivo che non capiscono la nostra lingua e che nelle classi superano il 20 per cento”, ha affermato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.


