Giornalisti, nel Lazio il corso di “formazione” pro-pal

Da chi si è vantato delle denunce all’ordine per le sue posizioni contro Israele, fino a chi definiva l’esistenza dello Stato ebraico “un’impresa nazista”

“Israele un’impresa nazista”, questa una delle affermazioni più sconcertanti pronunciate dai relatori del corso di formazione dell’Ordine dei giornalisti del Lazio. A riportare l’accaduto la giornalista Ludovica Iacovacci, presente all’iniziativa “Antisemitismo: dalla definizione alla legge” svoltasi a qualche giorno fa a Roma. Credeva di aver scelto un corso per acquisire “strumenti di conoscenza per poter offrire una informazione veritiera e completa riguardo alle leggi e ad altre iniziative politiche a tema antisemitismo” (così recitava la presentazione del corso) e, invece, si è trovata di fronte all’ennesimo teatrino ideologico contro lo Stato di Israele.

Il corso di “formazione” pro-pal

A documentare quanto accaduto nel Lazio al corso di formazione sull’antisemitismo diventato tribuna pro-pal la giornalista Ludovica Iacovacci in questo articolo, poi rilanciato da Libero. “Pensavo di andare a formarmi in un corso per giornalisti. Mi aspettavo che si approfondisse il tema dell’antisemitismo. Invece è stato un comizio”, ha affermato la giornalista.

L’evento contro Israele

Durante questo sedicente “corso di aggiornamento” – ha raccontato Iacovacci – i relatori si sono susseguiti tenendo ferma la stessa posizione: unanimemente contro Israele. E c’è persino chi ha voluto mettere in discussione il Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia nel 2025 della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea.

Non solo: un giornalista di Repubblica, intervenuto durante il corso, ha ammesso la sua contrarietà al Ddl “Antisemitismo”. E un altro relatore ancora che ha dichiarato che “l’esistenza di Israele è un’impresa nazista” o addirittura un giornalista che si è vantato delle quattro denunce ricevute all’Ordine dei giornalisti per le sue posizioni contro Israele.

Un corso ideologico

Un caso, a dire il vero non il primo, in cui un evento che dovrebbe essere deputato al confronto e all’approfondimento è utilizzato per uno scopo ideologico, trasformandosi in un palcoscenico a senso unico. Ma non soltanto i relatori, anche la platea – sempre a detta della giornalista Iacovacci – avrebbe riso di fronte a certe affermazioni. Tutto con lo stesso obiettivo: contestare lo Stato di Israele.

Fatti sconcertanti a cui, purtroppo, siamo costretti ad assistere con sempre maggiore frequenza.