«Cpr non porta disagio, lo toglie». La mia intervista a Tvr Teleitalia

«Togliamo il business dell’immigrazione alle cooperative rosse per rimandare gli immigrati nel proprio paese d’origine»

di Tvr Teleitalia

Sul front line dell’immigrazione, Donzelli difende a spada tratta la scelta dell’esecutivo di realizzare un Cpr nel territorio toscano.

«Intanto sorrido a pensare che il Presidente Giani dice che il Cpr porta disagio dopo che per anni hanno raccontato che bisogna accogliere tutti: quindi l’immigrazione è una risorsa, ma il Cpr porta disagio. In realtà il Cpr non porta disagio perché gli immigrati, a differenza dei Centri di accoglienza straordinaria, sono dentro al Cpr, non possono uscire, non sarebbero per le strade. Quindi il Cpr serve a allontanare gli immigrati clandestini. Non porta disagio, toglie il disagio.

Con il Cpr gli immigrati non è che possono fare dentro e fuori, uscire la mattina e stare a bighellonare per le strade. Sono chiusi all’interno in attesa del rimpatrio, quindi non è una realtà che porta immigrazione, è una realtà che toglie l’immigrazione irregolare dalle strade.

La sinistra perché è così contraria? Perché quando gli immigrati sono per i territori ci lucrano le cooperative rosse. Quindi noi togliamo il business dell’immigrazione alle cooperative rosse per rimandare gli immigrati nel proprio paese d’origine».

Tra le aree individuate restano in campo l’ipotesi Aulla e altre opzioni nella piana di Firenze.

«L’area individuata è quella di Aulla però ci sono altre ipotesi alternative. Potremmo prendere in considerazione anche qualcosa sulla piana di Firenze. La logica di dire “l’importante è che sia lontano da casa mia” è sbagliata in questo caso, perché chi ha il Cpr vicino non avrà più i Cas, quindi avrà meno immigrati per strada e avrà la possibilità di avere più sicurezza».

Ma la battaglia politica si sposta anche sul fronte della sanità dove Fratelli d’Italia sta preparando un dossier d’inchiesta sugli sprechi della regione. Donzelli risponde alle accuse della sinistra sui tagli nazionali.

«Sicuramente sugli sprechi della sanità ci stiamo concentrando e ci concentreremo sempre di più. Il PD in Toscana fa parte di quelli che dicono “mancano i soldi per la sanità”. In realtà il governo Meloni è il governo che ha stanziato più soldi in assoluto per la sanità. Il problema è come vengono spesi, e in Toscana vengono spesi molto male».

Infine un affondo sulla legge elettorale e sulla classe dirigente.

«La nomenclatura potrebbe cambiare perché alla fine saranno i cittadini a scegliersi buona parte dei parlamentari con la preferenza. Quindi tanti che sono raccomandati dal partito, dalle segreterie, dalla solita sinistra che tiene chiuso il potere con le nomine e che se le spartiscono al chiuso delle stanze, potrebbero rimanere a casa.

Finalmente i cittadini sceglieranno il candidato alla presidenza del Consiglio da proporre al Presidente della Repubblica e in più avranno la possibilità anche di scegliersi il parlamentare di riferimento del territorio».

In chiusura un passaggio personale sulla propria storia politica e sul valore della gavetta

«Cerchiamo di essere sempre gli stessi. Ho le scarpe sempre consumate e sporche. Andiamo nei posti per vedere le situazioni come quando anni fa andavamo insieme a vedere, a denunciare i posti di degrado, le irregolarità. Continuiamo a girare l’Italia nello stesso modo per provare a cambiarla con la stessa umiltà e la stessa voglia di lasciare il mondo un po’ meglio di come l’abbiamo trovato».