Prato, il 92% delle aziende tessili sono irregolari

Fratelli d’Italia ha illustrato i risultati della Commissione d’inchiesta: circa 50mila tonnellate di scarti tessili sarebbero state smaltite illegalmente

Grazie al lavoro di Fratelli d’Italia è emerso che, circa il 92% delle aziende tessili di Prato nel 2024 e nel 2025, sia irregolare, con circa 50mila tonnellate di scarsi che sarebbero stati smaltiti illegalmente.

“Prato è diventata la Terra dei Fuochi del tessile. In un anno e mezzo di lavoro della Commissione parlamentare è emerso un quadro allarmante: nella provincia di Prato insistono numerose discariche di rifiuti tessili abusive, con sacchi neri interrati anche a contatto con terreni coltivabili e falde acquifere, abbandonati da anni”, ha dichiarato la senatrice di Fratelli d’Italia Simona Petrucci, componente della Commissione parlamentare e relatrice del documento sul ciclo dei rifiuti tessili, che ha illustrato i risultati dell’inchiesta nel Consiglio regionale della Toscana.

L’interrogazione di FdI

Chiara La Porta, capogruppo di Fratelli d’Italia in regione Toscana, ha presentato un’interrogazione in cui chiede alla giunta come pensa di potenziare il personale di vigilanza dell’Asl Toscana centro e se intenda introdurre sistemi di tracciabilità più stringenti. “Le istituzioni locali e regionali a guida Pd – ha detto La Porta – continuano a sottovalutare un fenomeno che emerge con chiarezza anche dalla relazione della Commissione parlamentare, che denunciamo da anni e che coinvolge anche la criminalità organizzata”.

“Quello dei sacchi neri, delle ditte ‘apri e chiudi’ e del traffico illecito di rifiuti è un sistema strutturato, radicato a Prato e tutt’altro che circoscritto a episodi isolati. Parliamo di tonnellate di scarti tessili che vengono bruciate, interrate o accumulate abusivamente nei capannoni. Un traffico che supera i confini del nostro territorio e si estende su scala nazionale e internazionale”, ha sottolineato La Porta.

“Per troppo tempo questo problema è rimasto fuori dall’attenzione nazionale e persino regionale. Solo grazie al lavoro della consigliera La Porta è stato possibile avviare un percorso istituzionale per fare finalmente luce su quanto accade in questi territori”, ha aggiunto Petrucci.