La nuova direttiva del ministro Piantedosi eviterà valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici per evitare il rimpatrio
“Con la mia nuova direttiva sui cpr i migranti irregolari continueranno a essere visitati dai medici delle aziende sanitarie locali, ma un eventuale parere negativo non sarà più vincolante per evitare il loro trattenimento nei centri”. Così su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La valutazione sanitaria non sarà più una condizione ostativa vincolante per l’ingresso nei Centri di permanenza per il rimpatrio, così da evitare decisioni che ostacolino i rimpatri.
L’inchiesta di Ravenna
Emblematica è l’inchiesta della Procura di Ravenna che vede almeno nove medici indagati con accuse che vanno dal falso ideologico all’associazione a delinquere per il rilascio di certificati falsi. “Un contesto organizzativo ampio e ramificato attraverso una rete di medici che mettono in atto strategie al fine di contrastare l’associazione degli immigrati irregolari al Cpr”, aveva scritto il Pm di Ravenna Angela Scorza.
Avanti con le procedure di rimpatrio
“I soggetti saranno presi in carico dal personale medico che opera nella struttura che valuterà tutti gli approfondimenti da effettuare, anche avvalendosi della competente Asl. Una misura che consente di garantire la massima tutela della
salute dei migranti evitando, allo stesso tempo, che valutazioni influenzate solo da pregiudizi ideologici ostacolino le procedure di rimpatrio”, ha spiegato il ministro Piantedosi.
Avanti con l’impegno preso con gli italiani: il governo Meloni non si ferma nella lotta all’immigrazione clandestina.


