Dall’inchiesta sui presunti sul dossier “mafia-appalti” e i depistaggi sulla strage di via D’Amelio spunta uno sconcertante scambio di battute che conferma “il clima di pressione intorno alle indagini sulla morte di Borsellino e i rapporti tra i protagonisti di quella stagione giudiziaria
Sarebbero emersi atti e condotte riconducili ad un possibile insabbiamento dell’inchiesta “mafia-appalti”, secondo il Procuratore Salvatore De Luca, è “sicura concausa della strage di via D’Amelio”. Fascicolo che comprende i nomi dell’ex Procuratore aggiunto di Palermo Giuseppe Pignatone e l’ex pm Gioacchino Natoli. Proprio quest’ultimo nel 2024 avrebbe avuto uno scambio di battute con l’ex Procuratore di Palermo Giancarlo Caselli denigratorie e offensive nei confronti del lavoro della commissione parlamentare antimafia, in particolare la presidente Chiara Colosimo, e dell’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino. La loro colpa? Cercare la verità su una delle pagine più drammatiche della storia d’Italia. Grazie alle intercettazioni, riportate anche da Il Tempo, viene mostrata una preoccupante realtà dietro al dossier “Mafia-Appalti”: una sorta di trattativa contro la commissione Antimafia condotta da ex magistrati.
Le intercettazioni choc
Stando alle intercettazioni tra Gioacchino Natoli, ex pm antimafia oggi indagato per depistaggio, e Giancarlo Caselli, ex Procuratore di Palermo, ci sarebbe stata una trattativa per attaccare la commissione Antimafia e questa richiesta sarebbe arrivata da più fronti. Caselli avrebbe affermato “Ma dobbiamo proprio prenderci tutta sta merda addosso da Trizzino, Colosimo eccetera?”.
Continuando poi “Non possiamo organizzare qualcosa per dire basta? Fatevi furbi, pensate!”. Natoli a quel punto avrebbe risposto “Lo so, ma è… me lo chiedete tutti”.
Malessere nella magistratura
Le sollecitazioni di Caselli non sarebbero le uniche ad essere arrivate a Natoli. Secondo quanto affermato, infatti, queste sarebbero soltanto alcune tra le tante che “chiedono tutti”. Questo mostra una situazione di malessere interno alla magistratura nei confronti della Commissione Antimafia il cui unico compito è quello di fare luce su vicende che, ancora, nascondono molte ombre, come il dossier “Mafia-Appalti”.
Ma noi non ci faremo intimidire e non ci fermeremo. Continueremo a lavorare nella direzione che abbiamo scelto di intraprendere per mostrare la verità che per troppo tempo è rimasta nascosta.
Verità su Borsellino
La verità sulla morte di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta non può più essere rimandata, né piegata a convenienze o silenzi. Il filone “Mafia-Appalti” torna al centro con elementi concreti che impongono una riflessione seria e senza ambiguità. Troppo a lungo si è cercato di archiviare, minimizzare, distorcere. Ora chiediamo chiarezza e responsabilità, nel rispetto di chi ha servito lo Stato con onore fino all’estremo sacrificio.


