Ancora una volta smentiti i presagi della sinistra. Meloni: “Confermata la validità della strada che abbiamo indicato. Andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”
Ci siamo assunti la responsabilità, di fronte agli italiani, di garantire il pieno funzionamento dei centri in Albania. E nonostante la sinistra si sia affannata in questi mesi a costruire narrazioni strumentali, la realtà l’ha puntualmente smentita. Il protocollo Italia-Albania è compatibile con la normativa europea: la conferma, l’ennesima, è giunta dall’Avvocato generale della Corte di GIustizia dell’UE. Una dopo l’altra crollano le ricostruzioni pretestuose dell’opposizione. Un giorno dopo l’altro continua l’azione del Governo Meloni per contrastare l’immigrazione illegale e gestire il fenomeno migratorio.
Per la Corte di giustizia UE il Cpr in Albania è compatibile con le norme europee
“Il diritto dell’UE non impedisce a uno Stato membro di istituire un centro di trattenimento per i rimpatri al di fuori del suo territorio”. Lo si legge nero su bianco nel comunicato stampa con cui l’avvocato della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou ha reso noto il parere su un caso di due migranti trasferiti nel Cpr in Albania che, a seguito di trasferimento presso il Cpr in Albania, avevano richiesto asilo e quindi il ritorno in Italia. “La norma che consente ai richiedenti protezione internazionale di restare in uno stato membro finché le loro domande sono pendenti non conferisce loro il diritto di essere riportati nel territorio dello stesso stato”, ha affermato il giudice. Parole chiare e inequivocabili: il protocollo Italia-Albania, e quindi i centri di permanenza e rimpatrio, sono compatibili con la normativa europea.
Meloni: “Due anni persi”
“Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Sinistra smentita
“Andrebbero smantellati perché sono contrari al diritto dell’Unione”, ecco come la sinistra attaccava il governo Meloni dopo aver approvato la creazione dei centri di rimpatrio in Albania. Presagi di sventura che, come sempre quando arrivano dalla sinistra, sono stati puntualmente smentiti dalla realtà dei fatti. Proprio così, l’Unione europea ha, infatti, dato il via libera riconoscendoli compatibili al diritto dell’Ue.
Foti: “
“Sul protocollo tra Italia – Albania il parere dell’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea dà ragione al governo Meloni, riconoscendo infatti la compatibilità dell’accordo e dei Cpr realizzati con la normativa europea sul rimpatrio e l’asilo. È esattamente ciò che noi sosteniamo da tempo: governare i flussi migratori e combattere la tratta degli esseri umani è possibile, con strumenti innovativi e nel rispetto delle regole europee. Tacciano ora le critiche ideologiche e le previsioni catastrofiche di chi ha portato avanti, per anni, la fallimentare politica della accoglienza indiscriminata. Oggi i fatti smentiscono quelle scelte e confermano la bontà delle politiche del governo Meloni. Proseguiamo su questa strada, con determinazione, nell’interesse dell’Italia e per la difesa dei nostri confini”, ha affermato il Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti.
Un modello per tutta Europa
Tutti riconoscono l’efficacia del modello Albania, eccetto la sinistra italiana che li voleva chiusi. Eppure già tante Nazioni europee sono intenzionate a realizzare hub extra UE per facilitare i rimpatri. L’Italia oggi si conferma come un modello nel contrasto all’immigrazione clandestina, riconosciuto e apprezzato. Ma alle opposizioni questa verità dà fastidio.


