Forteto: i Comuni hanno pagato a Fiesoli la retta per la RSA

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Dalle audizioni della Commissione parlamentare d’inchiesta emerge che l’Unione dei Comuni contribuì al pagamento della retta della RSA in cui il capo storico della comunità degli orrori Fiesoli era ai domiciliari

La triste e dolorosa vicenda del Forteto, la comunità dove per decenni si verificarono violenze e sopraffazioni su minori nel silenzio delle istituzioni locali e regionali guidate dalla sinistra, si arricchisce di una sconcertante novità. Il capo storico del Forteto, Rodolfo Fiesoli, condannato a 14 anni e 10 mesi, scontò parte della pena ai domiciliari, in una RSA in Veneto. Qui rimase fino alla sua morte, nel maggio scorso . A contribuire al pagamento della retta, secondo quanto emerso in un’audizione della Commissione parlamentare d’inchiesta, fu l’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve. Erogazione accordata senza neanche considerare l’ISEE, né la condanna, né il fatto che Fiesoli, nei lunghi anni a capo del Forteto, avesse maneggiato un ingente patrimonio. Non è che l’ultimo tassello di un mosaico di connivenze e legami tra enti locali guidati dal centrosinistra e il Forteto. Legami che stanno emergendo grazie al lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dal deputato di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti.

Michelotti: “I Comuni pagarono a Fiesoli la retta della RSA”

“L’Unione dei comuni Valdarno e Valdisieve ha erogato a Rodolfo Fiesoli un contributo economico per pagare la retta della residenza sanitaria a Padova dove, dopo la scarcerazione del febbraio 2023, ha scontato la pena in regime di detenzione domiciliare, per un totale di oltre cinquemila euro di denaro pubblico. Quanto emerge dall’inchiesta parlamentare della Commissione Forteto lascia sbigottiti: ancora una volta le istituzioni si sono di fatto inchinate al capo storico del Forteto. Non erano bastate le pesanti condanne penali definitive per i reati su minori e tutte le denunce delle vittime che hanno fatto emergere un sistema malato di sostegni e accondiscendenze”, ha affermato il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto Grancesco Michelotti.

“Contributo erogato senza neanche chiedere l’ISEE”

“Per autorizzare l’erogazione i servizi sociali non hanno neanche ritenuto di chiedere l’Isee di Fiesoli. Possibile che a nessuno sia venuto neanche il dubbio che non fosse opportuno né indicato effettuare un intervento del genere nei confronti di un condannato per fatti gravissimi che negli anni ha maneggiato un patrimonio economico consistente come quello prodotto dal Forteto? Solo dopo molti mesi, i comuni hanno richiesto la restituzione dei soldi, sollecitata ‘con provvedimento d’urgenza’ avvenuto, per una curiosa coincidenza, il giorno stesso del decesso. Secondo quanto riferito dagli auditi in Commissione, il Presidente dell’Unione dei comuni Valdarno e Valdisieve e sindaco di Pontassieve, Carlo Boni, e due funzionari che hanno lavorato a quei provvedimenti, nessuno ha ritenuto di effettuare approfondimenti per fermare l’imbarazzante procedura. La Commissione parlamentare effettuerà ulteriori approfondimenti per fare luce su questo ennesimo sconcertante fatto di una lunga lista”, ha concluso Francesco Michelotti:

La Porta: “Vicenda gravissima, chiederemo conto alla giunta”

“Quanto emerso dalle audizioni odierne della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto è sconcertante. L’erogazione senza controlli preventivi da parte dell’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve del contributo al pagamento della retta della Rsa dove Rodolfo Fiesoli ha scontato i domiciliari è un’offesa alle vittime del sistema Forteto, che a quanto pare ha ancora il suo peso, e un’offesa alle tante famiglie toscane con un congiunto in Rsa che attendono di ricevere un contributo.

Troppe sono state negli anni le connivenze tra istituzioni e politici di centrosinistra con Il Forteto. Questa ulteriore pagina giunta a sentenze di condanna pronunciate, è una vicenda gravissima su cui chiederemo conto anche alla giunta regionale”.

Zoppini: “Ennesima dimostrazione del rapporto malato tra quella realtà e le istituzioni locali”

“È inspiegabile e scandaloso che l’Unione dei comuni Valdarno – Valdisieve abbia contribuito al pagamento della retta in una Rsa per Rodolfo Fiesoli, senza verificare l’Isee e senza considerare che la casa di risposo era la sede di detenzione domiciliare di un condannato in via definitiva per maltrattamenti e abusi sessuali su minori.

Inspiegabile ma neanche troppo trattandosi del Forteto. Una vicenda che rappresenta l’ennesima offesa alle vittime e l’ennesima dimostrazione del rapporto malato tra quella realtà e le istituzioni locali. Una storia dolorosa che non si è conclusa con le sentenze e da cui, grazie al prezioso lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta guidata da Francesco Michelotti, continuano ad emergere nuove e gravi particolari”, ha dichiarato il Consigliere regionale della Toscana, Matteo Zoppini.