Incredibile: l’assalto alla sede di Pro-Vita? Per i pm non fu reato

Al grido di “Questa volta bruciamo tutto” i tanto democratici transfemministi di “Non una di meno” piazzarono persino un ordigno esplosivo

Ve lo ricordato l‘assalto alla sede dell’associazione Pro Vita e Famiglia avvenuta nel novembre del 2023? Quello stesso assalto in cui le Forze dell’Ordine furono aggredite e furono lanciati oggetti verso la sede con l’intento di darle fuoco. Qualcuno piazzò persino un ordigno esplosivo. Bene, quegli eventi per i pm non sono considerabili un reato. A quanto pare l’utilizzo della violenza – alla quale siamo purtroppo abituati da parte di certi individui – è diventato una cosa accettabile e normale.

L’assalto alla sede di Pro Vita

Era il 25 novembre del 2023 quando – durante una manifestazione indetta dall’associazione transfemminista “Non una di meno” – circa 200 soggetti in coda al corteo assaltarono violentemente la sede di Pro Vita e Famiglia. I manifestanti devastarono le saracinesche insieme alle vetrine arrivando, addirittura, a lasciare un piccolo ordigno che per casualità, e per fortuna, non esplose.

L’associazione Pro Vita ha ricordato come gli attivisti “hanno preso di mira l’ingresso con il lancio di bottiglie, pietre e fumogeni e abbattuto le telecamere di sorveglianza, mentre dallo stesso corteo veniva urlato ‘Questa volta bruciamo tutto!”. E proprio “Non una di meno” rivendicò l’aggressione affermando di aver “sanzionato” la sede “espressione del patriarcato becero e anti-scelta”.

Pro Vita: “Basiti da richiesta archiviazione”

“Ci lascia basiti che la Procura di Roma abbia chiesto l’archiviazione per il procedimento sul violento assalto, ad opera di collettivi transfemministi, alla sede di Pro Vita & Famiglia del 25 novembre 2023”, ha affermato l’associazione Pro Vita e Famiglia, ricordato poi che “la stessa Digos ha parlato di azioni delittuose premeditate per costringere le Forze dell’Ordine ad abbandonare la protezione della sede.

Eppure la richiesta di archiviazione, di una sola pagina, non menziona né l’ordigno né l’istigazione né la rivendicazione. Inoltre, come se non bastasse, è mancata l’identificazione di promotrici e organizzatrici dell’evento, nonostante ci siano delle responsabilità ben precise, visto che alcuni gruppi transfemministi – tra cui ‘Non una di meno’ – hanno pubblicamente, sui social, rivendicato l’assalto poche ore dopo averlo compiuto”.

Per i pm non fu reato

Hanno aggredito le Forze dell’Ordine per arrivare ad assaltare la sede dell’associazione Pro Vita e Famiglia. Sono arrivati perfino a posizionare un ordigno esplosivo che avrebbe potuto uccidere ma che, per fortuna del caso, non è esploso. Eppure tutto ciò – documentato anche dai video rilanciati da Open e da Porta a Porta – per i pm non fu un reato ed hanno pertanto deciso per l’archiviazione. Una vera e propria follia.

L’associazione ha già depositato l’atto di opposizione all’archiviazione.

Ecco il video del servizio di Porta a Porta: