Il Presidente del Consiglio a Porta a Porta ha parlato anche delle nuove norme sulla sicurezza e del ruolo dell’Italia nello scenario internazionale
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ospite a Porta a Porta, il programma condotto da Bruno Vespa e, come accade per le interviste ai principali leader politici, anche da Enrico Mentana. Con l’occasione Meloni ha ribadito la posizione dell’Italia su temi internazionali come il BoarBoard of Peace Gaza, ma anche gli obiettivi futuri legati alla sicurezza ed all’immigrazione.
Italia aperta al Board of Peace per Gaza
“La posizione dell’Italia è di apertura, nel senso che noi siamo aperti, disponibili e interessati per almeno due ragioni. La prima l’ho spiegata molte volte. Io penso che l’Italia possa realizzare un ruolo unico nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente e nella prospettiva della costruzione dei due Stati e poi perché, in generale, non considererei una scelta intelligente da parte dell’Italia, ma secondo me neanche da parte dell’Europa, quella di autoescludersi in un organismo che comunque è interessante.
C’è per noi un problema costituzionale di compatibilità. Perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono degli elementi incompatibili con la nostra Costituzione. Questo non ci consente di firmare sicuramente domani. Ci serve più tempo, c’è del lavoro che va fatto, ma la mia posizione rimane, sicuramente, di apertura”, così Meloni è intervenuta a Porta a Porta rispetto al tema del board of peace per Gaza.
Meloni: “Opposizione diceva che non esiste problema sicurezza, bene il cambio d’idea”
“L’opposizione diceva anche che un problema di sicurezza in Italia non esisteva e che eravamo noi della Destra che lo sventolavamo per prendere i voti sulla paura della gente. Sono contenta che abbiano cambiato idea. Mi aspetto che siano conseguenti e che aiutino perché, effettivamente, stiamo approvando dei nuovi provvedimenti.
Sono certa che, adesso che l’opposizione ha scoperto il tema della sicurezza in Italia, non ci ritroveremo con l’ostruzionismo che hanno fatto con il primo Decreto Sicurezza, ma ci daranno una mano”, prosegue Meloni.
Più assunzioni nelle Forze dell’Ordine, ma serve lavorare tutti nella stessa direzione
“Servono le Forze dell’Ordine, e abbiamo fatto anche questo. Negli ultimi anni abbiamo assunto circa 39mila nuove forze di Polizia. Nei prossimi due anni ne assumeremo altre 30mila. Sono più del doppio di quanti venivano assunti negli anni scorsi. Abbiamo rinnovato il contratto con aumenti medi di 200 euro. Abbiamo rafforzato i presidi nei luoghi sensibili.
Abbiamo anche trovato le risorse per il rinnovo dei contratti nei prossimi anni. Una cosa che non era mai stata fatta. Ma noi possiamo assumere tutte le forze di Polizia che vogliamo, se il loro lavoro viene mortificato, però, possiamo metterne anche un milione ma il problema della sicurezza non si risolve.
Ieri il Tar della Lombardia ha deciso di annullare il daspo urbano nei confronti dei manifestanti che avevano devastato la stazione di Milano. Come si fa a garantire la sicurezza così? Diventa difficile se non si lavora tutti nella stessa direzione”, ha proseguito il Presidente del Consiglio Meloni rispondendo alle critiche della sinistra sulle assunzioni delle Forze dell’Ordine.
Sentenze ideologiche dei giudici hanno bloccato i centri in Albania
“Sull’immigrazione illegale la strategia è a 360 gradi. È un lavoro molto complesso che prevede norme più dure nei confronti dei trafficanti, prevede la regolamentazione delle ONG, che si occupa di politica estera lavorando con i paesi d’origine e di transito. Ed è una strategia sulla quale ci segue tutta l’Europa.
Riguarda strumenti innovativi come l’Albania. Anche qui non è facile. Quando si lavora per fermare l’immigrazione in Italia ci sono parecchi che si mobilitano. tutta Europa guarda all’Albania perché vogliono replicarlo. Noi finora non lo abbiamo potuto far funzionare perché c’erano delle sentenze ideologiche dei giudici. Ci hanno detto che era incompatibile con la legislazione dell’Unione Europe. Bene, abbiamo corretto la legislazione dell’unione Europa.
Quindi arriveremo allo stesso risultato ma con 2 anni di ritardo, che si potevano utilizzare per contrastare l’immigrazione illegale”, ha concluso Meloni.


