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Ergastolo senza sconti per i boss della mafia grazie alle scelte del governo

meloni palermo

La decisione del governo di mantenere l’ergastolo ostativo impedirà ai boss della mafia di accedere facilmente ai benefici penitenziari

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L’arresto di Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro è finalmente lì dove deve stare: in carcere. E lì resterà, per scontare la giusta pena per gli orrendi delitti che ha commesso, senza che possa accedere ai benefici previsti per una parte di detenuti: liberazione condizionata, lavoro esterno, permessi premio, sconti di pena. Non potrà accedervi perché il Governo Meloni ha varato un decreto che mantiene il cosiddetto ergastolo ostativo, una delle norme ispirate nel 1991 da Giovanni Falcone. per combattere la mafia. Non solo: il decreto inserisce anche nuove e più stringenti condizioni per accedere ai benefici di legge.

Cos’è l’ergastolo ostativo

Quando si parla di ergastolo ostativo ci si riferisce ai casi di condannati alla pena dell’ergastolo per reati di particolare gravità, tra cui i delitti di mafia. La natura di certi reati – cioè l’esser stati commessi in un contesto di particolare pericolosità sociale, come la criminalità organizzata – impedisce quindi la concessione dei benefici penitenziari. Compresa la libertà condizionata, concessa solo in presenza di una collaborazione con la giustizia. Come detto, la norma fu introdotta nel 1991 su impulso di Giovanni Falcone e rafforzata l’anno successivo, subito dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio. Doppio l’obiettivo della legge e della sua prima modifica: da un lato incentivare i pentimenti e le collaborazioni con la giustizia, dall’altro mandare il messaggio che per chi commette certi reati non sono previsti sconti. Un importante strumento di deterrenza e di repressione nei confronti di delitti particolarmente gravi, che però non ha avuto vita semplice.

Le spinte verso la modifica della norma

Nel corso degli anni, infatti, sentenze nazionali ed europee hanno messo in discussione la legittimità dell’ergastolo ostativo (previsto per i delitti di mafia, di terrorismo e altre particolari fattispecie) in quanto in conflitto con il fine rieducativo e riabilitativo della pena sancito dalla Costituzione. Nella primavera del 2021 un’ordinanza della Corte costituzionale ha concesso al Parlamento un anno di tempo per modificare la norma. In caso contrario la Consulta avrebbe emesso una sentenza di illegittimità della legge voluta da Falcone. Sentenza che di fatto sarebbe stata una sorta di “svuotacarceri”, anche per i mafiosi. Una decisione contro cui Fratelli d’Italia si è battuta sin da subito. Esattamente un anno dopo la Camera ha approvato un testo che tuttavia non ha fatto in tempo ad esser approvato anche dal Senato. La palla è così passata al nuovo Governo, chiamato a varare la nuova norma in poche settimane. Cosa che ha fatto, partendo dal testo approvato pochi mesi prima, ma inserendovi alcune “aggravanti”.

Il nuovo ergastolo ostativo

La scelta del Governo Meloni è stata quella di conservare e rafforzare la norma sull’ergastolo ostativo, arma di fondamentale importanza nella lotta alla mafia. Il testo varato a fine ottobre prevede che il detenuto condannato per reati “ostativi” possa accedere ai benefici penitenziari, ma a determinate e stringenti condizioni. Non basta aver avuto una buona condotta carceraria e aver partecipato ai percorsi rieducativi. Devono esserci anche elementi che provino che il condannato è realmente dissociato dall’associazione criminale e che abbia risarcito le vittime, prevedendo un procedimento rafforzato di valutazione. Inoltre il condannato all’ergastolo per reati ostativi e non collaboratore di giustizia potrà richiedere i benefici penitenziari solo dopo aver scontato 30 anni di pena. Non un giorno di meno.

Un giorno da ricordare

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Giorgia Meloni presso la stele di Capaci

Il 16 gennaio 2023 è una data storica per l’Italia, perché l’arresto di Messina Denaro è un’importante vittoria nella lotta alla mafia. Non quella definitiva, certo, ma una battaglia vinta. Un segnale forte che lo Stato manda alla criminalità organizzata. Intanto ci restano negli occhi la gioia composta dei ROS e gli applausi di tantissimi cittadini. A Palermo, in tutta la Sicilia, in tutta Italia. E ci resta nella mente l’insegnamento e il messaggio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un ricordo testimoniato da Giorgia Meloni davanti alla stele di Capaci.