Migrante pluricondannato liberato dai giudici, Meloni: “Chi non rispetta le leggi non è benvenuto in Italia”

Gli italiani hanno votato il Centrodestra per ripristinare regole chiare: lo stiamo facendo nonostante gli ostacoli posti da una parte politicizzata della magistratura

Gli italiani si sono espressi chiaramente quando hanno votato il Centrodestra: serve una stretta sull’immigrazione illegale e il rispetto delle regole in Italia. Ed in questi anni abbiamo lavorato duramente per poter raggiungere degli obiettivi concreti. E questo nonostante qualche magistrato politicizzato continui ad ostacolare ogni azione volta in questa direzione. Come nel caso, recente, dell’immigrato irregolare condannato per ben 23 volte, ma che è stato liberato da un giudice anziché rimpatriato. Sul tema è intervenuto il Presidente Meloni.

Meloni: “Rispettare le leggi italiane è indispensabile”

“Un cittadino algerino irregolare in Italia che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni, non potrà essere trattenuto in un CPR né trasferito nel centro di Albania per il rimpatrio. Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione.

Ora, io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l’immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole. Ciò nonostante il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l’Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi.

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa. Perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in questo video.

La volontà degli italiani è chiara

Quando gli italiani hanno votato il Centrodestra hanno evidenziato la loro volontà di nuove misure per gestire i flussi migratori e per far rispettare le regole nel nostro Paese. E questa è stata la strada che abbiamo percorso dal primo giorno dell’insediamento del governo Meloni. Lo abbiamo fatto con atti che stanno dando i loro frutti.

Eppure continuiamo a trovarci di fronte a casi paradossali. Come quello che vede protagonista un migrante che è stato condannato ben 23 volte, tra le quali condanne figura anche il pestaggio di una donna, che però non potrà essere rimpatriato perché un giudice politicizzato ha deciso di liberarlo e, addirittura, di chiedere al Ministero dell’Interno i danni.

Improponibile rispetto della legalità se si liberano i criminali

Dopo questa decisione, ultima di molte che si sono susseguite negli ultimi mesi, occorre chiedersi in quale modo si possa garantire la sicurezza agli italiani se la linea che viene fatta passare è quella di un migrante pluricondananto che, però, non può essere espulso. Anzi, lo Stato dovrà anche chiedere scusa al migrante per aver tentato di rimpatriarlo, dopo essersi reso colpevole 23 volte, risarcendolo con 700 euro.

Una follia totale che vede come uniche vittime i cittadini italiani, ai quali non può essere garantita sicurezza fintanto che i criminali vengono lasciati a piede libero. E questo nonostante l’ampia maggioranza di italiani, tra cui il 78% degli elettori della sinistra, chieda rimpatri facilitati per i condannati. Per garantire la sicurezza degli italiani serve che tutte le istituzioni lavorino in una direzione.