‘Ndrangheta: fomentava la protesta dei tir, arrestato in Calabria il sindaco della sinistra

Flavio Stasi, espressione del campo largo, nei giorni scorsi aveva accusato il Governo di alimentare le tensioni parlando della presenza della criminalità organizzata nei blocchi degli autotrasportatori

Scambio elettorale politico-mafioso: questa l’accusa che ha portato all’arresto di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano alla guida di una giunta espressione del campo larghissimo. Assieme a lui i Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza hanno arrestato altre 40 persone. Idolo della sinistra in Calabria, Flavio Stasi, si era reso una figura centrale delle proteste degli autotrasportatori. Durante i blocchi più volte aveva attaccato il governo Meloni accusandolo di alimentare la narrativa secondo cui la criminalità organizzata si sarebbe infiltrata nelle proteste. Ora lo stesso Stasi è stato arrestato nell’ambito di un blitz anti ‘Ndrangheta.

Il blitz anti ‘Ndrangheta

I Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza hanno portato a termine un’operazione anti ‘Ndrangheta che ha visto 41 persone arrestate. Di queste 24 si trovano in carcere mentre 17 ai domiciliari. Tra questi ultimi risulta anche il sindaco della sinistra a Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, a cui è stato messo il braccialetto elettronico.

Tra i reati ipotizzati, quello di associazione mafiosa, omicidio, detenzione e porto d’armi, estorsione, rapina, furto, intestazione fittizia di beni, procurata inosservanza di pena, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, aggravati da metodo o finalità mafiose nonché scambio elettorale politico mafioso.

Flavio Stasi, idolo della sinistra calabrese

La sinistra è rimasto in silenzio di fronte all’arresto del sindaco Flavio Stasi. Eppure proprio loro si erano mobilitati in massa a sostegno della sua candidatura. Schlein, Conte, Fratoianni, Baldini e Tridico in campagna elettorale lo supportarono in prima persona e con loro i partiti del campo largo: Pd, M5S e Avs.

Sempre Stasi si era poi reso volto politico delle proteste degli autotrasportatori. Era arrivato ad accusare il governo di alimentare le ipotesi di infiltrazioni della criminalità organizzata all’interno delle stesse proteste. Gli autotrasportatori non hanno niente a che fare con la malavita, però tra i partecipanti che hanno strumentalizzato la protesta sembrerebbe di sì.

Adesso ci auguriamo che, però, la sinistra la finisca con il suo silenzio assordante e che Schlein e Conte prendano le distanze dai fatti.

Bignami: “Da sinistra silenzio imbarazzante”

“Sorprende il silenzio riservato dai colleghi di tutta la sinistra all’operazione che ha portato a 41 arresti per criminalità organizzata, tra cui quello del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che nelle scorse settimana lo abbiamo visto molto attivo in iniziative a sostegno delle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori.

Nelle loro richieste di informativa in Aula ci hanno parlato delle proteste di Milano, Bologna e Torino, senza però spendere una sola parola su un’indagine in cui vengono ipotizzati a vario titolo reati gravissimi: dall’associazione di tipo mafioso all’omicidio, dall’estorsione al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, tutti aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosi, fino allo scambio elettorale politico-mafioso”, ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.

Colosimo: “Commissione Antimafia chiederà gli atti”

Ad intervenire sugli arresti del blitz anche il Presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, che ha affermato come l’operazione condotta “rappresenta un importante risultato investigativo della Dda di Catanzaro, del Ros dei Carabinieri e del Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza”.

“Tra le persone arrestate – ha proseguito Colosimo – figura anche il sindaco di Corigliano-Rossano, protagonista nelle scorse settimane di iniziative pubbliche a sostegno delle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori e impegnato, il giorno precedente all’arresto, a ‘combattere la ‘ndrangheta’”.

Non solo, il Presidente ha già dichiarato che la Commissione parlamentare Antimafia “chiederà alla Procura competente di acquisire gli atti dell’inchiesta e seguirà con la massima attenzione gli sviluppi delle indagini”.

Operazione prosegue lavoro del governo Meloni

La lotta alla criminalità organizzata è stato da sempre un punto saldo del governo Meloni. L’operazione condotta nel Cosentino si inserisce nel quadro di lotta a tutte le mafie. Negli ultimi quattro anni di governo, infatti, sono state condotte ben 364 maxi operazioni che hanno portato all’arresto di 5.065 persone con 161 latitanti catturati e 22.127 beni confiscati: un aumento del +179% rispetto al 2022.

Numeri che mostrano un cambio di passo completo sulla lotta alla mafia e che rappresentano in pieno la volontà del governo di proseguire sulla strada del contrasto alla criminalità organizzata senza se e senza ma.