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Sanità: Non stupito del rinvio a giudizio dei dirigenti sanitari. Avevo sollevato dubbi prima della Procura.

Il rinvio a giudizio dei dirigenti sanitari per le operazioni immobiliari a Firenze non mi stupisce. Ho presentato interrogazioni in Regione sul tema prima che si interessasse la Procura e anche durante i lavori della commissione di inchiesta che stiamo svolgendo in Regione i dubbi non si sono certo chiariti, anzi sono aumentate le conferme della poca trasparenza e della scarsa correttezza dei dirigenti ad ogni livello.

Lo scorso 30 maggio siamo stati con il gruppo di Fratelli d’Italia a protestare davanti all’immobile di via Ponte di Mezzo, costato 4 milioni di euro e lasciato inutilizzato. Doveva essere acquistato per spostarci malati psichiatrici, ma era evidentemente inadeguato e dalle carte in nostro possesso la ASL ha deciso di acquistarlo da un venditore che ne è diventato proprietario il giorno dopo. Per l’immobile a Calenzano è stata riconosciuta l’immediata utilizzabilità quando ancora non era nemmeno stato costruito l’immobile.Gravissimo anche che siano stati acquistati immobili utilizzando fondi per la libera professione intramuraria quando poi si è fatto tutt’altro in quegli edifici. Per l’immobile in via Garbasso a Firenze secondo l’allora dirigente sanitario, audito in commissione, fin da l’inizio era chiaro che l’ASL comprava l’immobile per farci una residenza sanitaria e non la libera professione intramuraria.
L’allora direttore generale dell’ASL di Firenze, Marroni, oggi è assessore regionale alla sanità. Lo audiremo presto in commissione di inchiesta. Certo che anche nel migliore dei casi, se non ha responsabilità è in buona fede e non si è accorto di niente quando avvenivano questi fatti e dirigeva la ASL, evidentemente non ha la stoffa per gestire la sanità di tutta la Regione. Anche il Presidente Rossi all’epoca dei fatti era Assessore Regionale, non può certo fischiettare su questa vicenda.