“Spero di vedervi a testa in giù”, ecco le minacce contro Azione studentesca

Altro che schedatura: il questionario dei giovani di destra mostra la reale situazione all’interno delle scuole: professori politicizzati e violenza verso chi non si allinea al pensiero della sinistra

“Vi dovrebbero impiccare”, “riempiamo di botte i fasci ritardati come te”, questi sono solo alcuni dei commenti ricevuti dagli studenti di Azione studentesca per il loro questionario. Il motivo? sono dei giovani studenti che non si allineano alla sinistra e rivendicano il loro essere di destra. E questo delinea, insieme alle testimonianze degli studenti sui professori politicizzati, la vergognosa situazione a cui gli studenti sono costretti nelle nostre scuole.

L’odio violento della sinistra contro i giovani di destra

Azione studentesca ha reso pubblici alcuni dei commenti ricevuti in merito al questionario che ha infiammato la sinistra. Nel questionario era presente una domanda che chiedeva la presenza o meno di professori di sinistra. Nessun nome richiesto e nessuna “schedatura”, come la hanno definita a sinistra. Ma oltre alle molte risposte di studenti che hanno testimoniato la presenza di professori che, addirittura, hanno chiamato un proprio studente “fascio appeso”, sono comparsi anche i commenti di qualche, parrebbe, estremista di sinistra.

Prima i commenti di minaccia come “usciamo fuori e riempiamo di botte i fasci ritardati come te”. Poi altri come “dovete fare la fine di Mussolini”, “vi dovrebbero impiccare”, “vi rispediremo nelle fogne” oppure “c’è ancora posto a piazzale Loreto”.

Aperto un fascicolo sul questionario, ma il Ministero chiarisce “non c’è schedatura”

La sinistra ha subito attaccato i giovani di Azione studentesca gridando alla “schedatura”. Dopo un esposto fatto da un insegnante di Pordenone è stato aperto un fascicolo. Come non poteva mancare, oltre alle polemiche della sinistra che ha chiamato in causa anche l’art. 33 della Costituzione, la CGIL di Landini che si è unita allo strumentale sdegno della sinistra.

Ad intervenire è stato poi il Ministero dell’Istruzione che ha prontamente chiarito come “Non ci sono state schedature ad personam, le domande erano tutte anonime e non richiedevano di indicare il nome del docente”.

Le scuole non devono essere un laboratorio politico

Per qualcuno a sinistra il fatto che Azione studentesca abbia chiesto se ci fossero professori politicamente schierati a sinistra nelle aule ha dato fastidio. Altrettanto fastidio non sembrano, però, aver dato alla sinistra i tanti commenti di odio e di violenza attribuiti, sempre in forma anonima come richieda il questionario, nei confronti di giovani ragazzi la cui unica “colpa” è essere di destra.

Questa è la conferma che il clima all’interno delle scuole italiane è tutt’altro che neutro. Le testimonianze degli studenti hanno mostrato una situazione in cui alcuni professori dettano una linea politica a cui gli studenti devono assimilarsi per poter ricevere dei buoni voti. Questo è inaccettabile. La scuola non può essere il palcoscenico di qualche professore politicizzato. La scuola è un luogo di formazione che serve agli studenti per costruire il proprio futuro.