Il previsto e concordato intervento di Italo Bocchino durante la seduta solenne del Consiglio regionale viene stoppato per le proteste dell’Anpi. Il gruppo di FdI esce dall’aula e dà vita a un evento parallelo.
La presenza di Italo Bocchino alla seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana per il Giorno del Ricordo era stata concordata e approvata, ma Anpi e la sinistra Toscana hanno preteso e ottenuto di cancellare il suo intervento. Il gruppo di Fratelli d’Italia si è da subito opposto a questa censura inaccettabile, annunciando che sarebbe uscito dall’aula. E così è stato. Ma non solo, ha organizzato e tenuto un evento con Bocchino permettendogli, così, di intervenire per ricordare la storia delle vittime delle Foibe. Insieme al suo intervento è stato inoltre proiettato anche un docufilm, di cui è voce narrante, che racconta La storia di un esule toscano. Evento partecipato nonostante lo scarso preavviso, a dimostrazione che la volontà di raccontare una pagina strappata della storia d’Italia è più forte della censura della sinistra.
Censurato Bocchino e revisionato il Giorno del Ricordo
Come in tutti gli anni precedenti, anche quest’anno maggioranza ed opposizione in Consiglio regionale della Toscana hanno concordato l’organizzazione e la programmazione della seduta solenne per il Giorno del Ricordo. A questa doveva prendere la parola, in qualità di esperto e studioso delle Foibe, Italo Bocchino, direttore del Secolo d’Italia.
Non soltanto, doveva essere proiettato anche un docufilm – “Il silenzio dopo ” – incentrato sulla storia di un esule toscano di cui lo stesso Bocchino è voce narrante. Un evento pieno di significato che, però, si è trasformato nell’ennesima occasione per la sinistra di alimentare polemiche indegne. Da Anpi, Avs e parte del Pd si sono levate le critiche nei confronti di Bocchino. C’è chi, addirittura, ha minacciato il Presidente del Consiglio regionale di uscire dall’aula. E così, in maniera vile, la maggioranza toscana si è fatta dettare la linea dalla sinistra estrema, togliendo la parpla, proprio perché scomodo alla loro narrazione, a chi da decenni studia e racconta la tragedia degli italiani vittime dell’odio comunista e anti-italiano dei titini. Lo stesso Italo Bocchino che è nipote di esuli e anche uno dei firmatari della legge che istituì il Giorno del Ricordo.
Hanno, pertanto, impedito a Bocchino di intervenire, modificando l’intero assetto della seduta solenne, accordato in precedenza tra maggioranza ed opposizione, ed impedito, di conseguenza, la proiezione del docufilm.
Fratelli d’Italia esce dall’aula e dà la parola a Bocchino
Per questo motivo il gruppo di Fratelli d’Italia, insieme a quello di Forza Italia, ha deciso di uscire dall’aula del Consiglio e di spostarsi in un’altra sala per dar vita a un evento che davvero onorasse la memoria delle vittime delle foibe e gli esuli attraverso l’intervento di Italo Bocchino e la proiezione del docufilm. Una presa di posizione netta. Non staremo mai dalla parte di chi vorrebbe revisionare la storia a proprio favore.
La storia delle vittime delle Foibe, brutalmente uccisi dai partigiani jugoslavi, e delle centinaia di migliaia di italiani costretti ad abbandonare tuttl per fuggire dall’odio comunista e anti-italiano con noi non verrà mai dimenticata. Continueremo a portare avanti il Ricordo nonostante, qualcuno, vorrebbe provare ad impedicerlo.
Bocchino: “Politici si fanno dettare l’agenda da Anpi”
“Sono stato censurato, provate ad immaginare se fosse successo a un giornalista di sinistra. La mia colpa è quella semplicemente quello di non essere di sinistra, anche se sono uno studioso delle foibe, me ne occupo da 40 anni, sono uno probabilmente dei 10 giornalisti italiani che ha letto tutto ciò che è stato scritto, che conosce i numeri, conosce la storia, sono firmatario della legge che istituisce il Giorno del Ricordo, ma tutto questo non basta perché ci sono dei politici con la P minuscola, come Giani, che si fanno dettare l’agenda dall’Associazione Nazionale partigiani nel 2026”, ha affermato il direttore del Secolo d’Italia, Italo Bocchino.
La Porta: “Vorrebbero far tornare indietro la storia”
“La maggioranza si è fatta dettare la linea politica da una frangia evidentemente revisionista, se non negazionista, nella sinistra di AvS ma anche nel Pd. Era stata pubblicata la locandina ufficiale ma, evidentemente, qualcuno si è risentito ed ha minacciato la Presidente Saccardi di non presentarsi in aula. Assistiamo ad un campo talmente largo che non riesce a mettersi d’accordo su niente.
Ho sentito, poi, interventi in Consiglio vergognosi. Il capogruppo di AvS Falchi ha rivisto la storia, ha rivisto i numeri, ha minimizzato i morti che ci sono stati. Ecco questa è la dimostrazione che evidentemente il racconto che avrebbe fatto il direttore Bocchino, di verità, come ormai viene raccontato dal 2004 per Legge nazionale, a quella parte di sinistra non sarebbe andata bene. Volevano, vogliono e hanno tentato di far tornare indietro di vent’anni anche le istituzioni che noi rappresentiamo”, ha affermato il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Chiara La Porta.
Petrucci: “Atteggiamento da infoibatori culturali ed intellettuali”
“Oggi si infoiba la libertà di parola, perché chi come Italo Bocchino appartiene a un’area politica diversa dalla sinistra non può parlare nonostante che prima l’ufficio di presidenza e poi la conferenza dei capigruppo avesse deliberato che il direttore fosse invitato. È un atteggiamento da infoibatori culturali, intellettuali che oggi infoibano appunto la libertà di parola”, ha proseguito il vicepresidente del Consiglio regionale e Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Diego Petrucci.
Tomasi: “Noi non abbiamo dimenticato”
“Quando ero ragazzo io, non c’era traccia nei libri di scuola di questi massacri. Nelle foibe si è tentato di nascondere anche la storia dei nostri fratelli, la verità. E ancora oggi c’è chi prova a farlo. Per questo dopo anni di oblio, una semplice targa ha un significato grande. Dice ai martiri e agli esuli che noi non li abbiamo dimenticati. Per questo oggi sono uscito dall’aula del Consiglio regionale insieme agli altri consiglieri d’opposizione. Per dire che noi non abbiamo dimenticato”, ha affermato il portavoce dell’opposizione, nonché Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Tomasi.


