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Ue: la sinistra approva la gabbia ideologica del Green Deal

La sinistra nel Parlamento europeo vota a favore della follia delle case green, i provvedimenti del commissario Timmermans mettono a rischio interi settori economici europei

Fratelli d’Italia in Europa ha votato contro agli ultimi provvedimenti ideologici sul Green Deal. Si tratta di norme che mettono a rischio interi settori economici europei. Nonostante i grandi ed importanti miglioramenti che sono stati apportati al testo grazie all’impegno del governo italiano, le norme restano ancora troppo sbilanciate e, quindi, non hanno trovato il nostro sostegno.

Direttiva case green: ecco cosa prevede

La direttiva appena approvata dalla e richiesta dalle sinistre in tutta Europa prevede che le nuove abitazioni dovranno essere interamente ad emissioni zero a partire dal 2030. Almeno il 16% degli edifici pubblici con prestazioni energetiche basse andrà ristrutturato entro il 2030, ed il 26% entro il 2033. Per le case si applicherà un obiettivo di riduzione del consumo energetico del 16% dal 2030 e del 20-22% entro il 2035. Il perseguimento dell’obiettivo richiederà interventi come cappotti termici, la sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari.

L’obbligo di installare i pannelli solari riguarderà i nuovi edifici pubblici e sarà progressivo, dal 2026 al 2030. Dovranno inoltre essere attuate strategie, politiche e misure nazionali per dotare di impianti solari gli edifici residenziali. I Paesi avranno tempo fino al 2040 per dire addio alle caldaie a combustibili fossili, mentre dal 2025 saranno aboliti tutti i sussidi per le caldaie autonome a combustibili fossili.

FdI: “Green deal gabbia ideologica”

“Oggi a Strasburgo abbiamo espresso voto contrario in merito agli ultimi provvedimenti del Green deal, una gabbia ideologica che porta la firma del commissario Timmermans e mette a rischio interi settori economici europei. Nonostante gli importanti miglioramenti apportati grazie all’impegno del Governo italiano in sede di Consiglio Ue, provvedimenti come quelli sulle case green, sulle emissioni industriali che equiparano le stalle alle fabbriche e sulle asserzioni ambientali (green claims), rimangono ancora troppo sbilanciati e per questa ragione abbiamo espresso il nostro voto contrario.

I cittadini europei, con il voto dell’8 e 9 giugno, avranno la grande opportunità di porre fine a questa follia ideologica green e riportare buon senso e pragmatismo nelle politiche a favore dell’ambiente ”, così nella nota il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo Nicola Procaccini e il capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles Carlo Fidanza a nome della delegazione di FdI.

Lollobrigida: “No a regole draconiane”

“Il problema è che se si mettono regole draconiane che costringono i nostri agricoltori o allevatori a ridurre la produzione, a fronte di un consumo che rimane invariato, inevitabilmente si finisce per importare da Paesi che usano sistemi produttivi ancora più impattanti per l’ambiente. Il rischio è che il cibo venga usato come arma di guerra, basta vedere quello che sta accadendo a causa della Russia o nel Mar Rosso con gli Houti.

Come Italia intanto abbiamo raggiunto due obiettivi: il 100% di presenze all’Agrifish, nelle riunioni tra ministri. E il fatto che nel Consiglio Ue del 21 e 22 marzo l’Agricoltura è tra i quattro punti all’ordine del giorno. Terzo nel piano Mattei c’è un capitolo dedicato proprio alle produzioni sostenibili, senza rinunciare alla qualità. Bisogna tornare all’idea dei padri fondatori dell’Europa: sostenibilità di cui l’agricoltore di fa garante e difesa delle attività agricole”, ha dichiarato il Ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida.