Ungheria: la sinistra italiana esulta per la vittoria di Magyar, un conservatore

Contrario all’immigrazione clandestina, in Parlamento europeo ha votato in linea con il centrodestra: ecco il nuovo presidente dell’Ungheria

Cara sinistra, è vero c’è da festeggiare: in Ungheria ha vinto un conservatore, cresciuto nello stesso partito di Orbán, mentre i progressisti non hanno toccato palla. Presto lo dipingerete come il peggiore dei vostri nemici. Nel frattempo, raffreddate gli entusiasmi.

In Ungheria vince Magyar, un conservatore

In Ungheria ha vinto il leader dell’opposizione Peter Magyar. Un uomo la cui storia pone le radici proprio nel partito di Orbán, Fidesz. Magyar era considerato un uomo molto vicino ad Orbán e soltanto da pochi anni ha deciso di uscire dal partito dell’ex presidente per fondarne uno proprio, il Tisza. Nonostante questa fuoriuscita Magyar non ha rinunciato alla sua posizione da conservatore.

Contro l’immigrazione illegale ed insieme al centrodestra in Europa

Le idee di Magyar sono per molti aspetti similari ed in continuità con quelle di Orbán. In primo luogo sul tema dell’immigrazione. Magyar ha promesso durante la campagna elettorale di voler bloccare i flussi migratori che vedono sempre più lavoratori stranieri entrare in Ungheria. In Europa, poi, Tisza fa parte del Partito Popolare, che certamente non rappresenta il centrosinistra.

Più volte in Parlamento europeo i suoi membri hanno votato in linea con tutto il centrodestra.

La sinistra esulta per la vittoria del centrodestra

A leggere le esultanze della sinistra italiana per l’esito delle elezioni in Ungheria sembra che i progressisti abbiano trionfato senza appello. Eppure basta andare un filo oltre la superficie per scoprire che a vincere è stato comunque un esponente del centrodestra, mentre la sinistra, evidentemente in crisi, non riesce nemmeno a superare la soglia di sbarramento. Una vera e propria débâcle. Sarà che nel campo largo, scarseggiando i motivi per festeggiare, sono costretti ad inventarseli.