Covid, Bignami: “Governo Conte aveva problemi di trasparenza”

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Dal piano pandemico “segreto” fino alle mascherine inviate in Cina, nonostante il bisogno dei dispositivi in Italia: il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera audito in Commissione parlamentare d’inchiesta

Tonnellate di mascherine inviate in Cina quando in Italia mancavano i dispositivi e una telefonata del commissario straordinario Covid che chiedeva il ritiro di un accesso agli atti, un piano pandemico “segreto” e uno non aggiornato da anni, un volo proveniente da Wuhan sul quale non è stato fatto alcun tracciamento dei passeggeri: ecco quanto è emerso in Commissione Covid a seguito dell’audizione dell’attuale capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami, che nel 2020 tra i primi pretese trasparenza sulla gestione dell’emergenza pandemica. Un’audizione importante che l’opposizione ha deciso di disertare. Hanno paura di confrontarsi con il loro operato durante la gestione della pandemia da Covid.

Mancano le mascherine, ma l’Italia le dona alla Cina

Uno dei passaggi più importanti dell’audizione di Galeazzo Bignami in commissione d’inchiesta sul Covid ha riguardato la donazione italiana alla Cina delle mascherine, quando queste erano carenti nel nostro Paese. “Nei verbali della task force si legge che per quanto riguarda i dispositivi medici individuali non giungono buone notizie perché la disponibilità è limitata. Singolare che però, dopo questa segnalazione del 12 febbraio 2020, tre giorni dopo il ministro Di Maio da Brindisi inauguri una donazione tra le cinque e le diciotto tonnellate di dispositivi sanitari gratuiti verso la Cina”.

La telefonata di Arcuri

Dispositivi sanitari al centro anche di un altro passaggio, dedicato all’acquisto delle mascherine da parte della struttura commissariale. Operazioni su cui – ha ricordato Bignami nel corso della sua audizione – “feci un accesso agli atti indirizzato al commissario straordinario Arcuri. Arrivò una risposta formale in cui si diceva che il materiale sarebbe stato disponibile a breve online. E poi Arcuri mi chiamò per dirmi lo stesso contenuto della risposta formale e chiedendo di ritirare l’accesso agli atti. Io non l’ho ritirato”.

Il piano pandemico “segreto”

L’audizione di Galeazzo Bignami in commissione Covid si era aperta con una domanda su quel che è stato definito il piano pandemico “segreto”. “La parola ‘segreto’ – ha detto il capogruppo di FdI – induce chiunque a una curiosità. Nel caso specifico, in ragione della mia professione, che è quella di avvocato, e avendo esperienza al riguardo, richiamava una segretezza del piano che evidentemente confliggeva con quella che è sia la regolamentazione sanitaria internazionale, sia una decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, con la quale, al contrario, si afferma che un presidio di pubblicità è necessario per il contrasto alla pandemia”.

Proseguendo, Bignami ha ricordato di aver presentato “un accesso agli atti finalizzato all’acquisizione del piano”, inviando una Pec “non qualificandomi come parlamentare ma come cittadino”. Prima richiesta che non trovò non una risposta. Successivamente venne quindi presentata un’ulteriore richiesta di accesso agli atti. Ma anche questa senza esito.

“Ho deciso di fare ricorso al Tar – ha spiegato Bignami – perché, nel momento in cui la regolamentazione sanitaria internazionale e il Piano pandemico affermano che la pubblicità e il coinvolgimento della popolazione costituiscono un presidio attivo finalizzato all’adozione di condotte adeguate per il contenimento del virus, trovo singolare che il ministero elabori un piano che definisce segreto e che, quando un cittadino lo chiede, non glielo fornisca”.

Non solo, lo stesso Ministro della Salute dell’epoca, Roberto Speranza, all’interno di un suo libro pubblicato e poi ritirato, a cui ha fatto riferimento Bignami durante l’audizione, affermò che “la trasparenza è stata sin dall’inizio il nostro punto di forza’. Io credo, invece, che avessero un problema con la trasparenza”.

Il volo dalla Cina non controllato

Sempre seguendo i verbali della task force istituita per fronteggiare l’emergenza, Bignami ha ripercorso il periodo iniziale. In particolare un volo proveniente dalla Cina, nello specifico da Wuhan, luogo di nascita del virus, che a gennaio 2020 atterrò a Fiumicino. Non fu fatto alcun tracciamento dei 202 passeggeri a bordo e questo, secondo quanto riportato da Bignami, “lo si evince dai verbali della task force”.

La settimana immediatamente successiva, poi, arrivò un aereo di italiani provenienti sempre da Wuhan, i quali vennero messi in isolamento alla Cecchignola. Questo “mentre non si effettuò nessun tracciamento sui passeggeri cinesi del volo di fine gennaio. Si disse che per non incorrere in discriminazioni non furono adottate neanche queste misure”, ha aggiunto Bignami.

Buonguerrieri: “Opposizioni temono confronto sul loro operato durante la pandemia”

“Durante la pandemia il governo Conte II non ha assolto al suo inderogabile dovere di garantire trasparenza nelle scelte adottate e per questo ha subito una condanna dal Tar. È un fatto gravissimo, di cui abbiamo avuto oggi conferma durante l’audizione in commissione Covid di Galeazzo Bignami, attuale presidente dei deputati di Fratelli d’Italia.

Nel 2020 Bignami, dopo aver appreso da un’intervista del direttore generale del Ministero della Salute Andrea Urbani, dell’esistenza di un piano pandemico tenuto nascosto perche’ ‘troppo drammatico’, chiede al Ministero della Salute di poter accedere a questo piano pandemico ‘segreto’.

Tuttavia il Ministero si trincera asserendo che tale documento non esiste. Allora Bignami fa ricorso al Tar, lo vince e a quel punto il Ministero, dopo aver negato spudoratamente, tira fuori dal cassetto il piano e lo fornisce a Bignami. Dunque il Ministero della Salute, allora presieduto da Roberto Speranza, ha mentito agli italiani, non è stato trasparente come invece avrebbe dovuto per obbligo istituzionale ed è stato condannato per questo da un Tribunale.

Le opposizioni hanno disertato l’audizione del presidente Bignami evidentemente perché temevano di doversi confrontare con queste nuove gravissime rivelazioni sul loro operato durante la pandemia di cui gli italiani”, ha affermato Alice Buonguerrieri, deputata di FdI e membro della Commissione d’inchiesta sul Covid.