Grazie agli interventi e agli investimenti del governo l’Italia sta vincendo una sfida di straordinaria importanza: circa 500mila giovani recuperati e reintrodotti nel circuito scolastico
“Quando ci siamo insediati la dispersione scolastica era all’11,5% oggi è all’8,7 il che significa che abbiamo recuperato 500 mila minori dalla dispersione scolastica. Dovremmo essere fieri, come per la reintroduzione dell’educazione civica e del voto in condotta”. A evidenziare questo significativo risultato ottenuto dal Governo il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di inizio anno. Una sfida, quella relativa alle politiche giovanili e scolastiche, che il’Italia sta affrontando con decisione e vincendo grazie agli investimenti e agli interventi, dal decreto Caivano alla reintroduzione del voto in condotta ad Agenda Sud, messi a terra. Molti degli obiettivi fissati dall’Unione europea sono stati raggiunti e superati persino con largo anticipo, l’impegno del Governo è proseguire senza sosta per recuperare sempre più ragazzi e accompagnarli in un percorso formativo che li inserisca nel mondo del lavoro.
Dispersione scolastica in forte calo
Il fenomeno della dispersione scolastica è un importante indicatore dell’efficacia del sistema educativo nazionale. Con il termine si include un ampio spettro di casi: la mancata iscrizione a scuola, alla ripetenza di anni scolastici,
all’insuccesso e all’abbandono.
Dieci anni fa l’Italia registrava un tasso del 15 per cento, sceso all’11,5 per cento nel 2022. Nel corso degli ultimi tre anni il Governo Meloni ha affrontato con determinazione il fenomeno, varando interventi che hanno portato a una progressiva diminuzione del tasso, fino all’8,7 per cento odierno, con una riduzione di quasi tre punti percentuale in tre anni.
Un risultato di andare fieri, come ha sottolineato Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio 2026, ottenuto grazie a una serie di interventi realizzati dal Governo: un miliardo e mezzo di fondi PNRR dedicati al fenomeno, oltre un miliardo per l’attuazione dei programmi Agenda Sud e Nord, dedicati alle scuole con maggiore fraglilità , il monitoraggio sistematico e l’immediato intervento di fronte all’emersione di problemi e il supporto individualizzato per studenti a rischio abbandono. Misure che hanno permesso all’Italia, per la prima volta, di scendere sotto ilk 10 per cento del tasso di dispersione scolastica.
In discesa anche il tasso di abbandono precoce
Sempre meno giovani lasciano gli studi al termine dell’obbligo scolastico o addirittura alla licenza media. Il tasso di abbandono precoce, di questo stiamo parlando, nel 2025 è sceso infatti all’8,3 per cento, secondo le stime Invalsi. Un risultato superiore agli obiettivi, fissati al 10,2 per cento per l’anno appena terminato e il 9 per cento entro il 2030. Se, come confidicamo e crediamo, i dati dovessero essere confermati puntualmente da Istat-Eurostat, grazie agli interventi del Governo Meloni, illustrati pochi giorni fa dal ministro per l’Istruzione Giuseppe Valditara, il avremo raggiunto l’obiettivo europeo con ben cinque anni di anticipo.
Meloni: “Fieri dei risultati”
Di fronte a una situazione critica in alcune zone il Governo Meloni è intervenuto con rapidità e decisione, interfacciandosi con chi conosce bene quelle realtà e quei fenomeni: dai dirigenti scolastici, ai magistrati agli operatori volontari come Don Patriciello Il risultato è stato il decreto Caivano, che prevede tra l’altro inasprimenti delle sanzioni per i genitori che non mandano i figli a scuola. Misure che hanno prodotto effetti di cui andare fieri, ma che da sole non bastano, come ha rilevato il Presidente del Consiglio.
“La legge penale non risolve tutto, c’è il tema dell’educazione, della responsabilità, della lotta al degrado e all’abbandono scolastico”, ha detto Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di inizio 2026, sottolineando come questa fondamentale sfida si giochi anche sul piano culturale, dentro le scuole – come ad esempio reintroducendo l’educazione civica e il voto in condotta – ma anche fuori. Il futuro dell’Italia sarà costruito dai giovanissimi cittadini di oggi: investire su di loro, dar loro le opportunità per formarsi e inserirsi al meglio nella società, allontanarli dalle sacche di degrado e illegalità è uno degli obiettivi principali del Governo, che, come ha annunciato Meloni, sta lavorando a un nuovo provvedimento dedicato al fenomeno delle gang giovanili e dei cosiddetti maranza.


