Prosegue il buon andamento dei nostri titoli di Stato. L’obiettivo di arrivare in primavera ad uscire procedura d’infrazione è vicino
In un solo anno lo spread si è dimezzato, passando da 117 punti a 59. Un grande risultato che testimonia come la strada che abbiamo deciso di intraprendere alla guida della Nazione sia quella giusta. Stiamo conducendo l’Italia fuori dalla procedura d’infrazione e lo stiamo facendo lavorando con serietà, smentendo le cassandre della sinistra, che avevano previsto, e forse persino auspicato per interesse di partito, un’Italia più debole con Giorgia Meloni.
Dimezzato lo spread
Lo spread continua il suo trend di diminuzione. L’ultimo dato, infatti, rileva come l’indicatore sia arrivato a toccare quota 59. Un segnale positivo che diminuisce ulteriormente, rispetto a quanto era già stato raggiunto negli ultimi mesi, la distanza tra l’Italia e la Germania che si è ridotta di 58 punti in 12 mesi.
Italia in controtendenza rispetto all’Europa
L’Italia si conferma così come una delle poche Nazioni europee in controtendenza rispetto all’andamento generale. Nell’ultimo anno, rispetto all’indice decennale della Germania, il nostro Paese ha segnato una riduzione di 58 punti, un dato che nessun altro Paese è riuscito ad ottenere. La Francia ha perso 15 punti, la Spagna 28 e la Grecia 30.
E non solo. Mentre altri titoli hanno aumentato il rendimento nei 30 anni, i Btp sono rimasti stabili. Un risultato importante che dimostra il grande lavoro intrapreso dal governo Meloni in questi anni.
Ad aprile usciremo dalla procedura d’infrazione
Con il grande calo del differenziale rispetto ai Bund adesso l’Italia può guardare con maggior concretezza all’uscita dalla procedura d’infrazione. Infatti, secondo le stime, ad aprile dovremmo raggiungere questo grande traguardo. Ciò avverrà quando Eurostat certificherà all’Italia un rapporto debito/Pil inferiore al 3%.
Con il governo Meloni l’Italia è tornata forte
Quando il governo Meloni si è insediato lo spread stava toccando quota 240. E da quel giorno ci siamo immediatamente messi a lavorare per riuscire a condurre l’Italia su una strada più sicura. E grazie alle misure attuate siamo arrivati, prima, a toccare i 117 punti ad inizio 2025, ed oggi addirittura a 59 punti ad inizio 2026.
Dati positivi per l’intero sistema Paese, perché grazie a uno spread basso il Tesoro paga meno interessi sui titoli di Stato, liberando risorse da investire in settori che impattano sui cittadini. Inoltre uno spread sotto controllo è indicatore di stabilità, rendendo l’Italia attrattiva per gli investitori.
Spread basso e promozioni delle agenzie di rating confermano la bontà dell’operato del governo Meloni. Alla faccia di chi a sinistra voleva raccontarci di un Paese che con Meloni sarebbe andato allo sbando e che avrebbe portato ad un aumento spropositato dello spread. Non solo lo abbiamo fatto diminuire, ma stiamo conducendo l’Italia fuori dalla procedura d’infrazione.


