Sferrato un duro colpo alla criminalità e alle baby gang. Basta permissivismo e impunità: con le nuove norme più tutele per gli agenti e per gli italiani perbene
Maggiori tutele per le Forze dell’Ordine, troppo spesso vittime di violenze ed aggressioni, pene più gravi per contrastare la microcriminalità e le così dette “babygang”: questi i due pilastri del nuovo Decreto Sicurezza approvato dal governo Meloni. Basta permissivismo ed impunità: lo Stato rivendica la propria forza e dichiara guerra all’illegalità.
Meloni: “Uno Stato che non gira la testa dall’altra parte”
“Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato nuovi provvedimenti in materia di sicurezza. Non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento. In questi anni abbiamo costruito un impianto chiaro: difendere i cittadini e mettere le Forze dell’ordine nelle condizioni di lavorare meglio e con maggiori tutele.
È lo stesso percorso che ci ha portato a rafforzare con diverse misure la protezione dei cittadini e della legalità, a contrastare il crimine organizzato, ad aumentare le pene per chi aggredisce uomini e donne in divisa, ad assumere quasi 40 mila operatori e rinnovare contratti rimasti bloccati per anni, con risorse mai stanziate prima.
Con i provvedimenti approvati oggi rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa. Rafforziamo la possibilità di allontanare soggetti pericolosi dalle aree più a rischio delle città. Introduciamo pene più severe per i borseggiatori, con il furto per destrezza che diventa procedibile d’ufficio e la cancellazione del paradosso di finire indagato per sequestro di persona se fermi un ladro che ti ha appena derubato in attesa delle Forze dell’ordine.
Ci occupiamo anche del fenomeno delle baby gang, con una stretta sui coltelli e il divieto di vendere ai minori ogni strumento atto ad offendere. Introduciamo inoltre strumenti specifici per prevenire la presenza e l’azione di gruppi organizzati dediti alla violenza, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che utilizzano le piazze come pretesto per creare disordini e distruzione.
Infine, una norma estremamente importante: se ti sei legittimamente difeso, non vieni automaticamente iscritto nel registro degli indagati, pur mantenendo tutte le tutele previste dalla legge. Continuiamo così ad aggiungere tasselli a un disegno preciso: uno Stato che non gira la testa dall’altra parte, che difende chi ci difende e che restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”, così ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri del nuovo Decreto Sicurezza.
Ecco cosa prevede il nuovo Decreto Sicurezza
Il Decreto Sicurezza appena approvato dal Consiglio dei Ministri, insieme anche ad un ddl sicurezza, mira ad intervenire sui fenomeni di violenza giovanile e disordini legati a manifestazioni. Tra le novità più importanti ci sono quelle relative al porto ingiustificato di armi da taglio: prevista una reclusione da 6 mesi fino a 3 anni, vengono vietate tutte le lame superiori agli 8 cm e 5 cm nel caso di coltelli pieghevoli. Armi, come i coltelli, che non potranno più essere vendute ai minori di 18 anni.
Oltre alla pena sarà possibile applicare anche sanzioni amministrative insieme alla responsabilità pecuniaria per i genitori.
Più sicurezza nelle manifestazioni
Il governo Meloni ha deciso di intervenire per porre fine alle guerriglie urbane causate dalle manifestazioni. Per tutte le manifestazioni effettuate senza preavviso vengono introdotte sanzioni amministrative più gravi, fino a 10mila euro, per promotori ed organizzatori anche qualora la convocazione venga fatta in maniera digitale.
Inoltre è stata inserita la possibilità di arresto in flagranza differita per i reati commessi in occasione delle manifestazioni pubbliche.
Più tutele le Forze dell’Ordine
Gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine sono stati per anni vittime di violenze ed aggressioni. E non possiamo permettere che gli agenti continuino ad essere indagati per aver semplicemente eseguito il proprio lavoro per mantenere la sicurezza degli italiani. Per questo, grazie al nuovo Decreto Sicurezza, gli agenti che agiscono in presenza di una causa giustificata, come la legittima difesa, non saranno più iscritti nel registro degli indagati ma in modello separato apposito.
Non solo, per intervenire nei luoghi ad oggi più sensibili alla criminalità, come stazioni ferroviarie e le aree limitrofe ad esse, il governo Meloni ha stanziato ben 50 milioni di euro per il rafforzamento della sicurezza.
Daspo urbano esteso per intervenire sulle aree gravi
Per tutte le aree in cui si verificano situazioni di illegalità e degrado in maniera reiterata, il governo Meloni ha deciso di ampliare e potenziare lo strumento del Daspo urbano. Questo verrà emesso dal Questore e potrà colpire chi ha avuto, negli ultimi 5 anni, precedenti per danneggiamenti o reati violenti durante eventi pubblici o contro le Forze dell’Ordine.
Nuove misure sui migranti
Per quanto riguarda i migranti irregolari, il governo Meloni ha previsto una maggiore collaborazione da parte di questi nella loro identificazione. Infatti, sia i detenuti che gli internati stranieri dovranno collaborare per l’accertamento della loro identità. Qualora non lo facessero, questo costituirà un elemento per la valutazione della loro pericolosità.
Vengono poi potenziati i centri di accoglienza ed i centri di permanenza per il rimpatrio grazie alle deroghe straordinarie fino al 31 dicembre 2028. Previste anche più tutele per gli stranieri a fronte di requisiti più stringenti di integrazione sociale.
Nuovi reati e maggiore sicurezza
Il nuovo Decreto Sicurezza non si limita ad rafforzare le pene e tutelare le Forze dell’Ordine per garantire maggiore sicurezza agli italiani, ma introduce anche nuove fattispecie penali. Tra queste anche il reato di “rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato”, che verrà punita con pene che arriveranno fino ai 25 anni di reclusione, insieme a molte altre.
In più, il governo Meloni ha previsto una procedura d’urgenza per permettere alle Forze dell’Ordine di eseguire l’allontanamento o il trattenimento temporaneo, fino a 12 ore, di soggetti ritenuti pericolosi per il pacifico svolgimento di un evento. Infine, per tutti coloro che decidono di fuggire di fronte ad un posto di blocco, la pena sarà da 6 mesi fino a 5 anni con la sospensione della patente da 1 a 2 anni ed il veicolo confiscato definitivamente.


