Il giudice che ha liberato il presunto fondatore del “movimento 17 ottobre” aveva sottoscritto un appello per Gaza
Avrebbe voluto “promuovere la formazione di una coscienza collettiva”: con questa motivazione il Gip di Milano ha deciso di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, il 30enne individuato come fondatore del “movimento 17 ottobre”. Lo stesso movimento che ha portato devastazione nelle nostre città come Milano o Bologna.
Meloni: “Vergognosa decisione”
“Lo dirò senza mezzi termini. Considero vergognosa la decisione del GIP di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram Movimento 17 Ottobre, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano.
Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’Ordine, degli inquirenti, del Ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente per bene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali. Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone per bene di fronte a queste decisioni di certa magistratura”, così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni commentando la decisione del GIP di Milano di non convalidare l’arresto di Zahir.
Il Gip di Milano libera Sahir
Dopo le devastazioni avvenute a Milano ed in altre città d’Italia, era stato individuato come presunto fondatore del “movimento 17 ottobre” tal Youssef Sahir. Un 30enne di origine marocchina lungi dal potersi definire “non integrato”. Era laureato ed aveva conseguito un master lavorando, tra le altre cose, anche presso il Fatto Quotidiano.
Peccato, però, che per il Gip di Milano, Tiziana Landoni, Siher “voleva promuovere la formazione di una coscienza collettiva” e non “arrecare un grave danno allo Stato” né “intimidire la popolazione suscitando nella società nel suo complesso un turbamento profondo e perdurante”.
Con queste incredibili motivazioni Landoni ha deciso di non convalidare il fermo e l’applicazione della misura cautelare in carcere come, invece, aveva proposto la Procura rimettendo in libertà il presunto fondatore del movimento che ha portato il caos nelle strade.
Gip di Milano ha firmato l’appello per Gaza
Coincidenza vuole che proprio il Gip di Milano che ha liberato Siher compaia tra i sottoscrittori dell’appello per Gaza. All’interno del documento (visualizzabile sotto) Landoni compare come 767esima. Una “curiosa” coincidenza, dato che il movimento è sceso in piazza con la bandiera della Palestina.
Anche perché Siher, secondo la Procura di Milano ideologo del movimento 17 ottobre, è un personaggio vicino agli ambienti pro-pal più radicali. Basti pensare alla sua vicinanza con i giovani palesinesi d’Italia, movimento vicino a Mohammad Hannoun – l’uomo che avrebbe indirizzato i flussi di denaro provenienti dalle donazioni per la popolazione civile a Gaza verso i terroristi di Hamas. Hannoun che non ha mai condannato l’attacco terroristico del 7 ottobre ma, anzi, si è sempre esposto inneggiando a quei terribili fatti.
Questo il documento che vede il Gip di Milano, Tiziana Landoni, tra i sottoscrittori:


