Migranti, a Riace la coop di Lucano denuncia il comune

Il modello di accoglienza celebrato dalla sinistra finisce in tribunale: la cooperativa fondata dall’eurodeputato di Avs chiede quasi 800mila euro per la gestione dei centri

Circa 800mila euro: è questa la cifra che l’associazione Città Futura, fondata dall’eurodeputato di Avs Mimmo Lucano, chiede al Comune di Riace per i mancati finanziamenti legati alla gestione dei progetti di accoglienza dei migranti tra il 2017 e il 2019. Comune, guidato dal 2004 al 2018 e poi dal 2024 proprio da Lucano, che non si è costituito in giudizio. Una vicenda che solleva interrogativi sulla gestione economica di quello che, per anni, è stato presentato dalla sinistra come il modello virtuoso di accoglienza a cui tutti avrebbero dovuto ispirarsi. Un modello che ora finisce in tribunale.

L’associazione di Mimmo Lucano denuncia il Comune

Per anni la sinistra ha provato a venderci il modello di accoglienza dei migranti messo in pratica a Riace durante gli anni di Mimmo Lucano sindaco come un esempio virtuoso. Un modello che ruotava attorno a Città Futura, l’associazione fondata proprio da Mimmo Lucano e incaricata di gestire i progetti di accoglienza dei migranti.

In pratica, l’associazione gestiva i progetti e annualmente presentava una rendicontazione delle proprie spese al Comune di Riace per ottenere i finanziamenti. Peccato, però, che secondo la stessa Città Futura i finanziamenti relativi al triennio 2017/2019 non sarebbero mai stati erogati producendo una diatriba che ha portato l’associazione a denunciare il Comune di Riace, di cui Mimmo Lucano è nuovamente sindaco, per il mancato pagamento di circa 800mila euro.

I finanziamenti all’associazione

La vicenda non nasce adesso, ma affonda le sue radici negli anni passati. Già nel 2019, infatti, “Città Futura” chiede un finanziamento alla Banca Etica di 600mila euro garantito, tra l’altro, da due fideiussioni con l’associazione Rete Comuni Solidali e la fondazione “È stato il vento”.

Nel 2021 la sofferenza bancaria dell’associazione di Mimmo Lucano sfiora i 650mila euro, un anno dopo arriva il decreto ingiuntivo del Tribunale di Locri: Città Futura deve versare circa 545mila euro. L’associazione si oppone e tira in ballo Prefettura e Ministero. Non finisce qui. Arriviamo al 2026 quando il Comune non prende parte all’udienza presso il Tribunale di Locri. Tribunale che divide in due filoni la vicenda, assegnando al Tribunale di Reggio Calabria la causa dell’associazione contro gli enti pubblici. Non solo Prefettura e Ministero, ma anche l’amministrazione comunale.

Amministrazione in dissesto finanziario

Mentre “Città Futura” richiede al Comune di Riace una cifra vicina agli 800mila euro, l’amministrazione il 26 ottobre indica in circa 450mila euro “impegnata” per il contenzioso. Cifra inferiore a quanto richiesto dall’associazione, ma comunque ingente per le casse del Comune. Sì perché l’ente è in dissesto finanziario.

Fallisce il modello Riace di Lucano

La sinistra voleva raccontarci del “modello Riace” come un esempio virtuoso di integrazione e accoglienza dei migranti. Così non è stato. La vicenda di Città Futura, infatti, dimostra le difficoltà economiche ed amministrative della “visione” che Mimmo Lucano ha tentato di mettere in pratica.

Una visione distorta in cui l’associazione da lui creata gestiva i migranti per il Comune e allo stesso, tra le altre cose amministrato proprio da Mimmo Lucano, chiedeva i finanziamenti dopo aver sostenuto le spese. Questa è l’ennesima conferma di come la gestione dei migranti idealizzata dalla sinistra sia totalmente fallimentare ed insostenibile.