Mentre Giorgia Meloni annuncia il taglio dell’Irpef e gli incentivi al lavoro, il leader dei 5 Stelle punta ancora sull’assistenzialismo
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha rispolverato la misura che, insieme al Superbonus, ha scassato i conti pubblici. Nel programma “Accordi & Disaccordi” Conte ha annunciato di voler reintrodurre il reddito di cittadinanza, pesato sullo Stato per circa 34 miliardi di euro dal 2019 al 2023. “Dobbiamo riabbracciare una platea più ampia”, ha detto l’ex presidente del Consiglio, aggiungendo che il nuovo Reddito di cittadinanza sarà inserito tra i venti punti da presentare al tavolo del campo largo.
Due modi di fare politica
La proposta è arrivata pochi giorni dopo l’approvazione della manovra da parte del governo Meloni. Una Legge di bilancio seria che prevede il taglio dell’Irpef fino a 55mila euro, la flat tax fino a 100mila euro e incentivi contributivi alle assunzioni per giovani e donne. Giuseppe Conte, invece, continua a puntare su assistenzialismo e tutto gratis, misure che sono costate allo Stato 34 miliardi di euro a causa del reddito di cittadinanza e 174 a causa del Superbonus. Misure che pesano, ancora oggi, sulle tasche degli italiani per bene.
Giorgia Meloni va avanti sulla strada del lavoro e della meritrocrazia, Conte al contrario vuole riportare indietro l’Italia.
I dati danno ragione al governo Meloni
I dati premiano la strada intrapresa dal governo Meloni, con l’Italia che è in vetta in Europa per la crescita del Pil. Dal 2020 al 2025 il Pil pro capite reale italiano è aumentato dell’8,8%, il primo tra i maggiori Paesi europei, e i consumi pro capite delle famiglie sono cresciuti del 4,2%. Dal 2019 al 2025 l’Italia è seconda solo agli Stati Uniti nel G7 per crescita di Pil e consumi. I numeri non mentono: grazie alle misure del governo, l’Italia non è più l’economia malata d’Europa.


