Dossieraggio, in 4 anni spiati i politici del centrodestra

Secondo la commissione Antimafia i giornalisti de Il Domani erano gli “istigatori” della “talpa” Striano. Circa 300 tra politici ed imprenditori spiati: così costruivano i dossier contro il centrodestra

Ben 300 tra politici, vip e imprenditori spiati in 4 anni, dal 2018 ed il 2022. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato da molti quotidiani, in particolare Il Giornale, alcuni giornalisti de Il Domani avrebbero istigato Striano nella ricerca compulsiva di documenti riservati su cui, poi, avrebbero costruito tutti i principali dossier per attaccare il centrodestra. Una vicenda a dir poco opaca avvenuta mentre il Procuratore nazionale antimafia era Federico Cafiero De Raho, che secondo la relazione della Commissione parlamentare Antimafia era consapevole di quanto stava accadendo.

La scoperta del sistema Striano

Il sistema Striano sarebbe stato scoperto grazie ad un esposto alla Procura di Roma effettuato dal Ministro Crosetto dopo la pubblicazione su Il Domani, il 27 ottobre 2022, dei suoi compensi. Da quel momento gli inquirenti scoprono la realtà dietro a quelle informazioni. I dati finanziari di Crosetto sarebbero stati rivelati dal finanziere Pasquale Striano.

Ma non solo. A quanto pare la chiave di accesso di Striano, che gli inquirenti hanno usato per scoprire chi avesse scaricato i file, sarebbe stata collegata a decine di migliaia di altri documenti. A gennaio 2023 Striano viene, quindi, ufficialmente indagato. Ed è proprio a quel punto che Striano avrebbe affermato di aver fatto quelle ricerche per ordine di un suo superiore, il pm antimafia Antonio Laudati. L’inchiesta passò così al Procuratore capo di Perugia, Raffaele Cantone.

Spiati i politici del centrodestra

Le indagini sono proseguite fino ad arrivare al 2024 quando è stato rivelato che Striano avrebbe spiato almeno 300 tra politici del centrodestra ed imprenditori. I documenti riguarderebbero principalmente politici del centrodestra ed, infatti, sarebbero stati usati per costruire tutti i dossier di quegli anni sul centrodestra.

Striano avrebbe, quindi, effettuato incursioni informatiche irregolari e quindi passato documenti riservati ottenuti in maniera illecita ai giornalisti Giovanni Tizian, Stefano Vergine e Nello Trocchia, indagati in concorso per gli stessi reati. Ma, secondo gli inquirenti, questi non sarebbe stati dei meri richiedenti informazioni, bensì dei veri e propri “istigatori”. E tutto ciò sarebbe avvenuto nell’arco di tempo dal 2018 al 2022, mentre il Procuratore nazionale antimafia era Federico Cafiero De Raho, oggi parlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Antimafia.

La Commissione Antimafia: “Giornalisti indicavano nominativi, procedimenti e soggetti”

“Il rapporto di Tizian, Vergine e Striano, non era né sporadico né limitato episodi isolati: esso aveva le caratteristiche di una relazione strutturale, consolidata nel tempo, caratterizzata da una fitta interlocuzione in cui erano gli stessi giornalisti a sollecitare l’acquisizione di informazioni specifiche”, così in una nota la Commissione Antimafia parla del caso Striano, proseguendo poi, “i giornalisti indicavano nominativi, procedimenti, soggetti politici e contesti da verificare, chiedendo direttamente alla fonte di accedere a banche dati riservati e a registri giudiziari coperti da segreto.

Per quanto riguarda il ruolo di Cafiero De Raho, si legge negli stralci della relazione pubblicati da Il Giornale, “emerge in modo evidente non un quadro di inconsapevolezza o di mera superficialità, ma al contrario l’immagine di un protagonista, per aver egli stesso adottato o controfirmato provvedimenti organizzativi riguardanti la gestione delle s.o.s. (le Segnalazioni di operazioni sospette provenienti dalla Banca d’Italia) pienamente consapevole delle prassi irregolari in uso nel suo ufficio, delle vulnerabilità del sistema e dei vantaggi operativi che tali vulnerabilità gli garantivano in termini di libertà, elasticità e possibilità di intervento in fatti di forte impatto pubblico ed oltremodo sensibili politicamente”.