Un gruppo di bengalesi ha accerchiato la ragazzina, figlia di un musulmano e quindi “colpevole” di non essese uscita indossando gli indumenti consoni ai dettami dell’Islam
“Mettiti il burqa o ti uccidiamo”, ecco la minaccia nei confronti di una dodicenne pronunciata da islamici che abitano a Livorno. La colpa della ragazzina? Non essersi assoggettata all’usanza del burqa. La 12enne, figlia di padre musulmano e di madre induista, è stata accerchiata da un gruppo di bengalesi, connazionali della madre, e redarguita pubblicamente, con tanto di minacce. E non sarebbe la prima volta.
La minaccia alla 12enne: “Burqa o ti uccidiamo”
Il fatto accaduto a Livorno ha dell’inquietante. In pieno giorno all’interno di un parco pubblico una donna si era recata al parco insieme alla figlia di 12 anni. Mentre la madre stava parlando, la ragazzina era andata a giocare con i propri amici. Proprio in quel momento, secondo quanto denunciato dalla donna, la giovane sarebbe stata accerchiata da un gruppo di bengalesi tra cui anche una donna.
Quest’ultima avrebbe iniziato ad inveire contro la bambina. Prima rimproverandola e poi minacciandola. La 12enne si sarebbe quindi rifiutata di mettersi il burqa, a quel punto l’ultimo avvertimento: se non si fosse messa il burqa adeguandosi alle regole imposte l’avrebbero uccisa.
Il gruppo la cui missione è “islamizzare”
La madre della ragazzina, riporta Il Tirreno, la madre della 12enne ha sporto querela, nella quale si legge che “la donna di cui parlo è componente di un gruppo la cui missione pare essere islamizzare o comunque far rinnovare quel sentimento religioso volto all’Islam nei confronti dei bengalesi che sono qui residenti o che arrivano”.
Fatto non trascurabile
Una vera e propria vergogna. È impensabile che in una città italiana non si possa essere liberi di uscire e vestirsi come uno più preferisce. A maggior ragione se parliamo, come in questo caso, di una ragazzina di soli 12 anni. E come sempre, ormai, tutto ciò accade nel più assordante silenzio della sinistra.


