Sicurezza, stretta del governo sulle “babygang” e sull’immigrazione clandestina

decreti sicurezza baby gang immigrazione

Più tutele per le Forze dell’Ordine, pugno duro su babygang e “maranza”, zone rosse e semplificazione dei rimpatri: ecco le novità dei decreti sicurezza su cui sta lavorando l’Esecutivo

Norme per contrastare più efficacemente l’immigrazione illegale, misure per rafforzare la sicurezza nelle città, con particolare attenzione al fenomeno delle baby gang. Sono le due direttrici lungo cui si articolano due decreti legge su cui sta lavorando il Governo. Decreti annunciati dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno e che rappresentano la naturale prosecuzione di altri provvedimenti presi in questi tre anni. La sicurezza è una delle esigenze più sentite dagli italiani, e il Governo continua a lavorare per difendere i cittadini da quei reati che più impattano sulla quotidianità delle persone. Un pacchetto di norme che non fa propaganda, ma dà risposte concrete. La sicurezza è per noi, prima che una priorità, una responsabilità.

Immigrazione clandestina, espulsioni più facili

Il pacchetto sicurezza presentato dal governo Meloni introduce nuove norme per il contrasto all’immigrazione clandestina. In particolare nell’eventualità in cui i migranti si trovino a bordo di imbarcazioni sottoposte all’interdizione, questi potranno essere condotti in Paesi terzi, con cui l’Italia ha stipulato accordi, diversi rispetto a quello da cui sono partiti o da cui provengono.

Le persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale o per le relazioni internazionali dell’Italia potranno essere riportate nel loro Paese di origine. E nuove norme introdotte nel codice penale faciliteranno l’espulsione degli stranieri o l’allentamento dei cittadini di un altro Stato Ue. Infine, sempre in tema Paesi sicuri, il diritto interno dell’Italia verrà adeguato a quello dell’Unione europea.

La stretta su babygang e “maranza”

Tra le misure fondamentali introdotte vi sono poi quelle relative alla stretta sul fenomeno della criminalità giovanile. Obiettivo principale contrastare sempre più efficacemente il dilagare di baby gang e le scorribande dei cosiddetti “maranza”. I reati per i quali si può applicare l’ammonimento vengono quindi ampliati: lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia, se commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere..

Saranno inoltre introdotte aggravanti per i reati commessi da persone travisate e sanzioni amministrative per chi è tenuto a sorvegliare il minore in questione. Viene quindi fissato il divieto di porto di strumenti atti ad offendere, ovvero coltelli e lame, strumenti sempre più utilizzati, in maniera inquietante, dalle “babygang”. Accanto a queste norme, così come accaduto per il decreto Caivano, sono previste misure che mirano a responsabilizzare sempre più i genitori.

“Zone rosse” e Daspo urbano

Far sentire le persone sicure di poter vivere la quotidianità. Senza il timore di subire furti e rapine o evitare alcune strade o piazze perché in balia di balordi e criminali. Questo l’obiettivo del pacchetto di norme sulla sicurezza urbana, parte dei decreti su cui sta lavorando il Governo. Grazie alle modifiche che saranno introdotte i Prefetti potranno istituire “zone rosse” nelle aree più delicate del territorio, possibilità oggi limitata a casi eccezionali. E’ prevista inoltre la procedibilità d’ufficio per il reato di furto aggravato e l’inasprimento delle pene per il furto in abitazione e per gli scippi.

Uno dei decreti prevede inoltre il potenziamento della videosorveglianza, la possibiltà di istituire presidi territoriali della Polizia, risorse per la sicurezza nelle stazioni e per le polizie locali. Presente noltre una stretta nei confronti di chi devasta le città con la scusa delle manifestazioni di piazza o di chi ostacola il lavoro delle Forze dell’Ordine, ad esempio non fermandosi all’alt.

Come ribadito recentemente da Giorgia Meloni, sulla sicurezza è fondamentale operare tutti nella stessa direzione: “Anni di lassismo non sono facili da cancellare, ma dico anche che i risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo su questa materia della sicurezza, in cui si fa ancora di più”. Questi decreti sono il primo impegno.