Ennesimo dato positivo frutto delle politiche del Governo Meloni. La riprova che la povertà non si combatte con sussidi e mancette ma con interventi strutturali
La percentuale di persone a rischio povertà nel 2025 in Italia è scesa ai minimi storici. E non solo: la nostra Nazione registra un dato in controtendenza rispetto a Francia e Germania, così come della Spagna, il “modello” tanto amato e venerato dalla sinistra. Numeri che smentiscono anni di narrazioni catastrofiste delle opposizioni e svergognano chi gridava all’abolizione della povertà distribuendo bonus, sussidi e mancette elettorali invece di creare lavoro, sviluppo e crescita reale. Per governare una Nazione serve credibilità, la sinistra si è consumata nella propaganda.
Ecco i dati Eurostat: minimo storico
Secondo gli ultimi dati Eurostat in Italia la percentuale di persone a rischio povertà ha toccato i minimi storici. Avvicinandoci sempre di più ai livelli di Francia e Germania, da sempre ritenuti paesi di riferimento. Nello specifico siamo arrivati al 22,6%, registrando una diminuzione del 5,8%. Ma mentre in Italia con il governo Meloni si registra una discesa del rischio di povertà, in Francia e Germania questi dati sono in aumento.
Negli ultimi tre anni, dal 2022 al 2025, la povertà in Italia è calata dell’1,8%. Negli ultimi dieci anni, invece, dal 2015 al 2025 i numeri parlano di una diminuzione in termini assoluti di ben 4 milioni di persone.
Smentite le previsioni catastrofiste della sinistra
Il governo Meloni ha lavorato in maniera concreta per far aumentare i redditi degli italiani. Ed i risultati sono evidenti. Una diminuzione del numero di persone a rischio povertà pari a -1,8% in soli 3 anni. E lo abbiamo fatto con misure a sostegno dei lavoratori e dei redditi, e non con qualche bonus o mancetta come certa sinistra vorrebbe fare.


