Gli affari delle cooperative: tra finanziamenti pubblici e sostegno al Pd

Chi organizza feste dell’Unità, chi gestisce il servizio di cremazioni: il filo rosso che unisce coop, Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna

Una gestiva le cremazioni, l’altra organizzava le feste dell’Unità in Emilia, per di più non pagando alcune tariffe locali. Parliamo di due cooperative, entrambe vicine al Partito democratico, che hanno ricevuto commesse con annessi ingenti contributi pubblici, talvolta beneficiando pure di contratti particolarmente vantaggiosi. È quanto emerge da due inchieste de Il Giornale: nel primo caso la protagonista è CIMS -Cooperativa intersettoriale montana di Sassoleone e affine al Pd, azionista al 86% di SPV, a sua volta azionista di “Bologna Servizi Cimiteriali” assieme al Comune, rispettivamente al 49 e al 51 percento. Nel secondo è la cooperativa Estragon, organizzatrice delle Feste dell’Unità bolognesi ed emiliane e beneficiaria di numerosi finanziamenti per progetti realizzati con soldi pubblici. Un filo rosso che rafforza le ombre sulle fonti di finanziamento di queste società.

Le discrepanze sulle cremazioni

La gestione dei forni crematori a Bologna, come scritto sopra, è stata affidata a Bologna Servizi Cimiteriali, una controllata al 51% dal Comune e partecipata al 49% dal socio privato SVP. E proprio quest’ultimo, SVP, sarebbe partecipato all’86% dalla cooperativa Cmis, vicina al Partito democratico. Nel 2022 l’accordo che regola il servizio venne modificato, prevedendo, a quanto si legge nell’inchiesta de Il Giornale una quota fissa per il socio privato per ogni cremazione. Un vantaggio economico discutibile che si somma a un dato anomalo, quello relativo al numero dei decessi e al numero delle cremazioni. I primi risultano essere cinque mila all’anno. Peccato, però, che la società SVP abbia incassato circa 400mila euro derivanti da 15.803 cremazioni effettuate.

L’esposto del europarlamentare Cavedagna

Fatti che hanno spinto l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna a presentare un’esposto. “Secondo quanto emerso, il precedente contratto del 2013 prevedeva che SPV svolgesse attività operative relative alle cremazioni ed ai servizi connessi, mentre il nuovo contratto, sottoscritto in data 21 dicembre 2022, ma con effetti retroattivi a partire dal 1° luglio 2022, avrebbe riconosciuto un compenso fisso aggiuntivo per ogni cremazioni effettuata”.

In questo modo si sarebbe generata, in maniera consequenziale, un maggiore introito per le casse del privato a discapito dell’ente pubblico.

Estragon, la cooperativa vicina al Pd condannata dalla Corte dei Conti

Non soltanto l’inchiesta sulla cooperativa che gestiva le cremazioni a Bologna. Secondo quanto riportato da Il Giornale in un ulteriore articolo, infatti, ci sarebbe un altro caso di una cooperativa legata al Pd. Parliamo di Estragon, fondata da Manuele Roveri. Una coop che avrebbe gestito ed organizzato le feste dell’Unità collaborando con il Partito democratico.

Parliamo di un marchio all’interno delle feste del Pd, tanto da avere intitolati degli spazi all’interno delle stesse. Dal “Estragon Summer festival”, fino al “Palco Estragon”. Proprio Estragon riceverebbe, però, dei finanziamenti da parte della Regione Emilia Romagna, circa 550mila euro dal 2021 ad oggi, per progetti di varia natura. Commesse ricevute nonostante la cooperativa non fosse in regola con il pagamento di alcune tariffe locali, tanto da ricevere una condanna dalla Corte dei Conti. La Magistratura contabile ha condannato la coop al risarcimento di 66mila euro al Comune, oltre a due dipendenti che, a quanto pare, non avrebbero svolto i controlli sui requisiti della società. Ma nonostante ciò la cooperativa continua a ricevere incarichi pubblici, come la gestione degli spazi estivi nel capoluogo emiliano.