Biagio Pilieri e Luigi Gasperin sono i primi prigionieri del regime di Maduro a riconquistare la libertà. Attesa e fiducia per gli altri detenuti italiani
Biagio Pilieri è libero, per Luigi Gasperin è stato emesso il provvedimento di scarcerazione. Sono i primi due italiani detenuti nelle carceri venezuelane per ragioni politiche o addirittura senza motivi apparenti a riconquistare la libertà. Assieme a loro altri cittadini non venezuelani detenuti sono stati liberati.
Conseguenza positiva dell’arresto di Maduro
Le scarcerazioni dei prigionieri italiani e non rappresentano a tutti gli effetti una conseguenza positiva dell’arresto del dittatore Nicolas Maduro, che negli anni ha considerato i detenuti stranieri come arma di ricatto. Attesa e speranza per la liberazione degli altri italiani detenuti del Venezuela, tra cui Alberto Trentini e Mario Burlò. Il governo italiano e la nostra diplomazia continuano a lavorare per riportarli a casa, così come stanno facendo da mesi.
Chi è Biagio Pilieri
Giornalista e attivista politico, oppositore del regime di Maduro, Biagio Pileri – italo-venezuelano di 60 anni – è stato arrestato nell’agosto del 2024 e detenuto nell’Helicoide, una delle prigioni più dure del Venezuela, tristemente noto come “il carcere delle torture”. La sua colpa? Aver denunciato la chiusura di organi di informazione e la censura, oltre che aver fondato e guidato il partito di opposizione Convergenza. Dall’agosto 2024 è stato detenuto con l’accusa di terrorismo e tradimento alla patria, senza la possibilità di comunicare con l’esterno.
Chi è Luigi Gasperin
Italiano, imprenditore di 77 anni, Luigi Gasperin, è stato arrestato sei mesi fa per l’accusa, non provata, di detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo. Da allora è stato detenuto in un carcere di Caracas fino all’ordine di scarcerazione successivo alla caduta di Maduro.
Gli altri detenuti italiani in Venezuela
Pilieri e Gasperin sono due della ventina di cittadini con passaporto italiano arrestati e detenuti nelle carceri venezuelani durante il regime di Maduro. Tra loro i nomi più noti sono quelli di Alberto Trentini e Mario Burlò. Il primo è un cooperante veneziano arrestato nel novembre del 2024 senza accuse formali nei suoi confronti. Trentini si trovava in Venezuela per collaborare con la ONG Humanity and Inclusion, fino al giorno del suo immotivato arresto e della sua detenzione in un carcere di massima sicurezza.
Arresto e carcerazione immotivata anche quella di Mario Burlò, imprenditore torinese in Venezuela per affari e detenuto da novembre 2024. Nel corso dei 14 mesi successivi pochissimi i contatti con la famiglia, il primo dei quali dopo quasi un anno. Per entrambi, come per tutti gli altri italiani detenuti in Venezuela il Governo Meloni e la diplomazia italiana stanno lavorando per arrivare alla loro scarcerazione.


