Aumenti contenuti grazie all’intervento tempestivo del governo Meloni e del lavoro portato avanti negli anni. Il nostro Paese conferma stabilità di fronte alle crisi
L’Italia conferma la sua stabilità di fronte alle crisi internazionali e alle conseguenze soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento energetico. Proprio così. Ad evidenziarlo i dati relativi ai prezzi dei carburanti in Europa. Infatti, paragonando i nostri prezzi a quelli dei principali Paesi del Vecchio continente l’Italia registra prezzi tra i più bassi. Questo grazie all’intervento tempestivo e puntuale del Governo Meloni sulle accise. Questo si traduce in una spesa più contenuta per le famiglie sia per fare rifornimento che per i prezzi dei prodotti finali, su cui incide inevitabilmente il costo del trasporto. Altro punto su cui il Governo ha agito concretamente.
In Italia contenuti gli aumenti sui prezzi
Dopo la chiusura dello stretto di Hormuz dovuto alla guerra in Iran i prezzi dei carburanti hanno iniziato ad aumentare. Il governo Meloni è intervenuto prontamente per poter evitare scenari in cui i prezzi dei carburanti andassero ad incidere pesantemente sulla vita degli italiani. Sia direttamente, cioè al distributore, che indirettamente, in conseguenza dell’aumento dei costi dei trasporti
E proprio per limitare l’impatto il governo Meloni è intervenuto agendo sulle accise mobili fino al 1° maggio – con uno sconto di 25 centesimi al litro – oltre che sul credito d’imposta a favore delle aziende dell’autotrasporto, del settore ittico e agricolo.
Prezzi più alti negli altri Stati europei
Secondo Cargopedia, uno dei principali siti di comparazione dei prezzi dei carburanti in Europa in Italia ad oggi il prezzo al litro per la benzina arriva a 1,776 euro, per il gasolio 2,138 euro, per il GPL a 0,759 euro. Se li confrontiamo con i principali Paesi dell’Europa centro-occidentale, scopriamo che meglio di noi va solo in Spagna. In Austria prezzi simili per la benzina e leggermente più alti per il diesel, in Belgio un pieno costa oltre 4 euro in più che in Italia (e circa il doppio per il GPL). Ancora peggio nei Paesi scandinavi.
Anche Francia e Germania, i termini di paragone più utilizzati a livello economico e di stabilità, hanno registrato importanti aumenti, ben maggiori rispetto a quelli registrati in Italia. In Francia la benzina è arrivata a 1,977 euro al litro, il gasolio a 2,217 euro al litro, in Germania, invece, i prezzi sono arrivati rispettivamente a 2,163 euro e 2,418 euro al litro.
L’Italia si conferma stabile di fronte alle crisi
I numeri relativi ai prezzi dei carburanti mostrano una situazione ben diversa rispetto a quella che qualcuno vorrebbe raccontarci. Gli aumenti toccano tutti i Paesi, dato che dallo stretto di Hormuz passava una grande quantità di petrolio, ma questi aumenti sono diversificati a seconda della singola Nazione. L’Italia, grazie agli interventi del Governo Meloni, riesce a contenere gli aumenti, tenendo i prezzi al di sotto di quelli praticati in Paesi come Francia e Germania. Nel frattempo l’Italia, assieme ad altre quattro nazioni europee hanno chiesto all’Unione europea di reintrodurre le tasse sugli extraprofitti, affinché chi guadagna di più da questa situazione contribuisca di più.
E sempre in direzione della ricerca della sicurezza energetica è da leggere la missione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei Paesi del Golfo. Segnali dell’impegno, dell’attenzione e della concretezza del Governo per contenere le conseguenze della crisi e continuare a garantire stabilità e crescita all’Italia, come sta accadendo da tre anni a questa parte.


