Anche sui costi dell’energia la sinistra adatta la realtà a suo comodo, elogiando le politiche della Spagna. Ma senza dire le verità scomode. I numeri parlano chiaro, e dicono che l’Italia sta gestendo la crisi energetica con pragmatismo e lungimiranza
La sinistra cerca di attaccare Meloni ed il governo affermando che le bollette in Italia sarebbero le più alte d’Europa. Una notizia falsa frutto di un’estrapolazione strumentale dei numeri. La realtà è ben diversa e mostra un’Italia in linea con la media europea. Un’Italia che deve raggiungere l’indipendenza energetica, obiettivo a cui il governo Meloni sta lavorando incessantemente.
La bufala estrapolata dal rapporto della Commissione Ue
Qualcuno, a sinistra, ha provato ad attaccare in malo modo, il governo Meloni sulla gestione della crisi energetica nel nostro Paese. E lo ha fatto leggendo come le faceva più comodo i dati del l rapporto annuale effettuato dalla Commissione Ue, pur di arrivare ad affermare che gli italiani pagherebbero “le bollette più alte d’Europa”. Ma cosa dice esattamente il rapporto? Che nel 2025 il prezzo medio annuo all’ingrosso per l’energia in Italia è stato di 116 euro/MWh, più alto rispetto al prezzo medio europeo di 85 euro/MWh.
Peccato, però, che la bolletta non si componga unicamente con il prezzo all’ingrosso dell’energia, ma da molti altri fattori che gravano sul sistema elettrico. E che quindi prezzo medio più alto non significa bolletta più cara.
Ecco i costi reali in Italia
Continuando nella lettura del rapporto leggiamo il dato relativo al secondo semestre 2025: ebbene il costo dell’energia in Italia, incluso di tutti i costi accessori, era di 29,66 cent/kWh. Un dato ben minore di molti altri Stati europei tra i quali potremmo citare la Germania che ha avuto un costo dell’energia pari a 38,69 cent/kWh oppure la Danimarca con 33,12 cent/kWh, ma anche Belgio ed Austria che hanno avuto un costo dell’energia che si aggirava, relativamente, ad un +30% ed a +10% rispetto a quello italiano.
Anche contro la stessa media dei paesi dell’area euro l’Italia ha registrato un costo minore di circa l’1%.
Il confronto con la Spagna e le rinnovabili
Per la sinistra italiana la Spagna di Sanchez pare essere diventata un punto di riferimento, un modello da cui prendere ispirazione. Anche dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, grazie all’apporto delle rinnovabili. Peccato che omettano di ricordare che un buon 19% provenga da energia nucleare e il 16,9% di gas che aiuta a tenere i prezzi dell’energia bassi.
Non solo. Come riportato anche da La Verità il costo dell’energia in Spagna può sembrare più basso, ma a fronte di un sistema differente rispetto al nostro. Come, per esempio, il fatto che alcuni oneri non ricadono in bolletta, come avviene in Italia, ma sono un costo che viene sommerso all’interno della fiscalità normale.
L’Italia sta gestendo la crisi energetica
Il governo Meloni sta lavorando duramente e senza sosta per fare fronte alla crisi energetica che si sta prolungando in Europa e nel mondo. E lo sta facendo diversificando l’approccio. In questo contesto rientra anche l’energia nucleare. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza energetica all’Italia.
E questo, insieme ad una strategia di larga visione sull’energia che stiamo portando avanti, sosterrà l’Italia, le famiglie e le imprese che pagano le bollette.


