“Questa nazione rischia di abituarsi a una politica che preferisce sopravvivere invece che incidere e cambiare le cose. Noi siamo fieri di rappresentare un’anomalia”
Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto alla Camera dei Deputati un’informativa sull’azione del governo. Cinquantatre minuti di intervento (qui il video integrale), durante i quali Meloni ha affrontato con schiettezza e determinazione numerosi temi: dalla politica interna agli esiti del referendum, dalla sicurezza all’immigrazione, dai conflitti internazionali alle misure anti-crisi. Chi pensava di trovare oggi una Giorgia Meloni rinunciataria, in difficoltà, logorata, all’angolo, oggi è rimasto deluso. Abbiamo ribadito con chiarezza che andremo avanti con determinazione fino alla fine del mandato.
Meloni: “Cantiere della riforma della giustizia non venga abbandonato”
L’informativa del Presidente del Consiglio si è aperta con un passaggio dedicato agli esiti del recente referendum sulla giustizia. Tema che Giorgia Meloni ha affrontato a testa alta, mettendo a tacere le speculazioni delle opposizioni e rivendicando l’esigenza di rimettere mano al sistema giudiziario. “La riforma della giustizia rimane una necessità e non sono io a dirlo, ma diversi esponenti della magistratura e della politica compresi quelli che dopo avere preconizzato catastrofi il giorno dopo hanno candidamente dichiarato che la giustizia va riformata.
Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia consegnata dal voto del referendum sulla giustizia, un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. Noi rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni e aspettative.
L’auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura. Perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici”, ha affermato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Governo ha restituito all’Italia stabilità e credibilità”
Collegato agli esiti del referendum il passaggio che il Presidente del Consiglio, nel corso della sua informativa alla Camera, ha dedicato alle ripercussioni sulla politica interna e alla stabilità del Governo. Dare le dimissioni e tornare alle urne, ha detto Meloni, “probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più. Non temete. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile”, ha detto Meloni.
“Gli italiani sappiano che il Governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato. Quando, ancora una volta, sarà nelle urne e non nel palazzo che si farà un altro Governo. Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo. Governeremo, come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza. Continueremo a farlo sulla base delle direttrici di governo che ho esposto in quest’aula il 25 ottobre del 2022, quando al Parlamento chiedemmo una fiducia che da allora non è mai venuta meno”, ha ricordato il Presidente del Consiglio.
“Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il Governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti. E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo. Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il Governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”.
Meloni rilancia gli impegni su sicurezza e immigrazione
Altri passaggi significativi per determinazione e schiettezza quelli dedicati a sicurezza e immigrazione. Sulla prima Meloni ha detto: “Personalmente non sono soddisfatta dei risultati; è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia e per questo intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell’ordine sul territorio riorganizzando l’attività amministrativa per avere più personale in strada e stiamo lavorando per introdurre la figura dell’ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”.
Concretezza anche per quanto riguarda le politiche di gestione dell’immigrazione. “Avevamo promesso un cambio di passo. E certamente il cambio di passo c’è stato, anche se non ci basta. Abbiamo siglato accordi internazionali che prima non esistevano, abbiamo ridotto gli sbarchi, aumentato sensibilmente i rimpatri, rafforzato il controllo delle frontiere, combattuto i trafficanti di esseri umani e, soprattutto, abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo. E grazie all’Italia è cambiato l’approccio dell’intera Europa al governo dei flussi migratori. Oggi abbiamo una lista europea di Paesi sicuri di origine e una nuova definizione di Paese terzo sicuro, che consentiranno di applicare procedure di frontiera accelerate. Abbiamo una copertura giuridica ancora più chiara a sostegno delle cosiddette soluzioni innovative, a partire da quegli hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue sul modello del protocollo Italia-Albania. E abbiamo un nuovo regolamento europeo sui rimpatri sta per essere finalizzato proprio per renderli sempre più effettivi”, ha ricordato Meloni nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.
“Ora è necessario consolidare questo approccio, e renderlo stabile e strutturale. Anche per questo, nell’ultimo disegno di legge sulla sicurezza, abbiamo previsto la possibilità di attivare, in caso di conclamata necessità, un blocco navale temporaneo al largo delle nostre coste. Un’altra proposta che portiamo avanti da tempo, che era nei nostri programmi e che abbiamo costruito con pazienza. E, ora che la campagna referendaria è alle spalle, voglio rinnovare il mio appello affinché tutti i poteri dello Stato facciano la loro parte per garantire il rispetto di queste norme. Spetta alla politica scrivere norme chiare ed efficaci, spetta alle forze dell’ordine – a cui va il nostro plauso e il nostro ringraziamento – verificarne le eventuali violazioni. E spetta in ultimo alla magistratura assicurarne l’effettiva applicazione. È questo che fa chi rispetta la separazione tra i poteri dello Stato scritta nella nostra Costituzione”, ha chiosato il Presidente del Consiglio.
Con guerra in Iran riflettere sulla sospensione temporanea del Patto di stabilità
Durante l’informativa alla Camera Meloni ha affrontato anche la delicata situazione in Medio Oriente, ribadendo la coerenza e la linearità del Governo, anche in risposta alle strumentalizzazioni delle opposizioni. “Approfitto per chiedere a mia volta qualche chiarimento. Perché la posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali Paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta”, ha detto Meloni, passando poi alle misure di contrasto alla crisi energetica.
In Iran “se ci sarà una nuova recrudescenza dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro, ma un provvedimento generalizzato.
L’Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale”, ha aggiunto Meloni a Montecitorio.
Sinistra continua con le sue menzogne
“Schlein ripete in tv che da quando governa il centrodestra è aumentata la precarietà. Una menzogna verificabile. Quando si mente è perché si ha paura. Il lavoro stabile è aumentato, la sinistra lo rivendicava e la destra lo ha fatto. Non lo dico io, ma l’Istat. Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale. In tre anni abbiamo raccolto oltre 300 miliardi di euro, risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese.
E non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare, anche con la prossima legge di bilancio”, ha ribadito il Presidente Meloni.
“Nessuna ragione di temere il giudizio del Popolo Sovrano”
“A chi ci guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento, risponderemo con la determinazione. A chi getta fango, risponderemo con l’orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare gli altri, tutti gli altri, negli occhi.
E a chi, invece, crede in questa Nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli. Il governo c’è, e farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all’ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del Popolo Sovrano”, così Giorgia Meloni ha concluso il suo intervento a Montecitorio.


