I giudici hanno confermato il regime di massima sicurezza, respingendo il ricorso contro la proroga biennale decisa dal ministero della Giustizia
Grazie alla tenacia del governo Meloni lo Stato non ha ceduto al ricatto di anarchici e mafiosi. Oggi la Cassazione ha confermato il 41 bis per Cospito. Pensate cosa sarebbe successo se al governo ci fosse stata la sinistra che lo andava a trovare in carcere.
L’avvocato dell’anarchico aveva proposto ricorso contro il provvedimento del tribunale di Sorveglianza di Roma che aveva confermato la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per due anni il regime di carcere duro per il terrorista, detenuto al 41 bis nel penitenziario di Sassari.
Condannato a 23 anni di carcere
Il terrorista Alfredo Cospito è stato condannato a 23 anni di carcere per aver piazzato due ordigni esplosivi nell’attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano del 2006. Si trova al carcere duro dal 2022, attraverso l’applicazione dell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, norma creata per evitare che i vertici delle organizzazioni criminali, una volta detenuti, riescano a comunicare con gli affiliati all’esterno delle strutture carcerarie, così da neutralizzare ulteriori pericoli per l’ordine e la sicurezza dello Stato. Ancora una volta la Corte di Cassazione ha ritenuto necessario e giustificato questo regime per il contrasto del terrorismo anarchico.
41 bis salvato da Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia ha salvato l’ergastolo ostativo dallo smantellamento, nonostante una certa parte politica abbia sempre messo in dubbio la misura. Cospito non è una vittima ma un pericoloso criminale. Il governo Meloni non arretra nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo.


